Carta revolving ovvero lo strozzinaggio legalizzato [Commento 2]

  • mangae 23 settembre 2009 at 14:10

    Mi occupo di carte revolving da molto tempo e da molto tempo mi batto affinchè ogni cliente sia messo nelle condizioni di sapere cosa diavolo si nasconde dietro questo "particolare"strumento finanziario, che registra, anche in un periodo di particolare crisi come quello attuale, forti consensi in termini di sottoscrizioni.

    Anzitutto quando si parla di revolving bisogna fare una importante distinzione e cioè se si tratta di revolving alla francese oppure di revolving classico.

    Le differenze tra le due figure sono tante e notevoli.

    Oggi cercherò di spiegare in modo molto semplice (la categoria degli avvocati non sempre riesce a farlo) quali sono gli aspetti più "anomali" del contratto revolving di tipo "francese", non prima però di avervi fatto notare che a parità di condizioni il revolving presenta, sempre, rispetto ad ogni altro tipo di finanziamento una rata di partenza molto bassa. Il motivo lo capirete più avanti.

    Dunque,per partire prendiamo come riferimento il contratto di un prestito personale (credito al consumo) di € 5.000,00 liquidato da qualsiasi istituto bancario.

    Il nostro piano di rimborso prevederà un numero di rate determinato (es.12/24/36/48 ecc)ad importo fisso. Quindi è facile capire che moltiplicando il numero di rate per l'importo fisso otterrò la ripartizione tra capitale rimborsato e interessi "convenzionali" pagati.

    Se vi è discontinuità nei pagamenti la banca recupererà le rate insolute tramite l'esborso di ulteriori quote fino al pagamento del dovuto a titolo di interessi di mora.

    Nel revolving francese (d'ora in poi solo revolving) la rata è costante fin quando i pagamenti sono puntuali.Ma quando si registra il primo insoluto iniziano le note dolenti.

    Il revolving, difatti, è considerato uno strumento intelligente(sic) cosicchè al primo mancato rimborso mette in moto un meccanismo di autotutela sia nei confronti del creditore (costo del rischio: il ciente non è in grado di pagare puntualmente le rate), sia nei confronti del debitore (ottimizzazione delle risorse disponibili..!) attuando una TRIPARTIZIONE dei pagamenti successivi al primo insoluto nella seguente modalità:

    - UN TERZO AL CAPITALE;
    - (quasi)UN TERZO ALLE SPESE;
    - UN TERZO AGLI INTRESSI.

    Quindi il povero cliente, dato ad esempio 120 la rata mensile pagherà 40 al capitale, 40 alle spese e 40 AGLI INTERESSI, dove quest'ultimi saranno pagati in ANTICIPO..!!

    Per capire meglio: Somma affidata 5.000. Rate previste 72.Importo 90,00 (totale intressi 1.480,00).

    Mettiamo caso che dopo 6 mesi si verifica il primo insoluto;la mia situazione contabile è la seguente: € 6.480 - € 540 = € 5.940 ancora da restituire. Riprendo i pagamenti ma le cose non saranno più come prima.

    Difatti la rata costante 90.00 viene tripartita (90:3) cosicchè dopo, ad esempio, n.10 rate rimborsate l'ignaro cliente pensa di aver restituito € 900,00 al capitale affidato,ma in realtà succederà che della somma di € 900,00, solo 300 (circa) saranno imputati al capitale, solo 300 saranno contabilizzati al pagamento in ANTICIPO degli interessi ed una restante parte a copertura delle Spese!!

    In parole povere avevo un debito di € 5.940 al momento del primo insoluto, dopo il pagamento di € 900 dovrò restituire come voce CAPITALE € 5.640.!! (5.940 - 300).

    L'apoteosi è raggiunta con la contabilizzazione in anticipo degli interessi, difatti questi ultimi saranno la prima voce alla quale il povero cliente dovrà far fronte prima d passare al pagamento successivo del capitale e delle spese, ecco perchè del revolving si parla spesso (a torto) di contratto "indeterminato". Proprio perchè non ha un piano definito di ammortamento.

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