L'iscrizione di ipoteca è una misura cautelare e non azione esecutiva finalizzata all'espropriazione

La Sottosezione Tributaria della Sezione VI della Cassazione Civile, con ordinanza numero 10234 depositata in cancelleria il 20 giugno 2012 - Pres. Mario CICALA, Est. Giuseppe CARACCIOLO, nell'accogliere il ricorso presentato da Equitalia Gerit S.p.A. avverso la sentenza emessa dalla Commissione Tributaria Regionale di Roma a conferma di analoga pronuncia della CT Provinciale di Rieti, ha affermato un importante principio che muove contro il contribuente e ribalta quanto deciso dai giudici di merito.

Gli Ermellini di Piazza Cavour hanno così recepito l'assunto del concessionario ricorrente, che si doleva "del fatto che il giudicante" avesse "ritenuto che sia condizione necessaria per iscrivere ipoteca la previa notifica al debitore moroso dell'intimazione di pagamento ex articolo 50, secondo comma, del DPR numero 602 del 1973 nella parte in cui fissa i termini dell'espropriazione".

Tale secondo comma prevede che, se l'espropriazione non è iniziata entro un anno dalla notifica della cartella di pagamento, l'espropriazione stessa deve essere preceduta dalla notifica di un avviso contenente l'intimazione ad adempiere l'obbligo risultante dal ruolo entro cinque giorni.

La Cassazione Civile ha evidenziato che "la norma in parola impone, in realtà, di notificare il predetto avviso prima dell'espropriazione forzata, mentre l'iscrizione ipotecaria (secondo quanto deduce per espresso dall'articolo 77 citato, comma secondo, nel quale si dice che ‘prima di procedere all'esecuzione, il concessionario deve iscrivere ipotecà ), come questa Corte ha chiarito nell'ordinanza delle Sez. Unite numero 14831/2008 (Pres. Carbone, Rel. Botta) a proposito dell'omologo istituto del fermo amministrativo, non può più essere considerato quale ‘mezzo preordinato all'espropriazione forzatà che ‘si inserisce nel processo di espropriazione forzata esattoriale quale mezzo di realizzazione del creditò , di fronte alla chiara volontà del legislatore (manifestata con la modifica del D. Lgs. numero 546 del 1992, articolo 19 portata dal decreto legge numero 223 del 2006) di escludere il fermo di beni mobili registrati dalla sfera tipica dell'espropriazione forzata".

Ordunque, prevale nel ragionamento della Suprema Corte, proprio come avvenne per quello delle Sezioni Unite Civili dell'ordinanza numero 14831/2008 or ora ricordata, la tesi che l'adozione dell'atto in questione si riferisca ad una procedura alternativa all'esecuzione forzata vera e propria.

23 novembre 2011 · Chiara Nicolai

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