Irpef » Quella tassa che distrugge il ceto medio

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In Italia ci sono 41,3 milioni di contribuenti soggetti all'Irpef. Da mesi non si discute che di Imu sulla prima casa, un'imposta che toglieva dalle tasche dei proprietari 4 miliardi e mezzo di euro l'anno. Bene, l'Irpef ne ha sottratti 152,2 di miliardi, ai quali vanno aggiunti 14,4 miliardi di addizionali regionali e comunali. Totale: 166,6 miliardi, 37 volte il gettito dell'Imu prima casa. Vale allora la pena di guardarla meglio la principale imposta italiana.

Nel nostro Paese, 4,1 milioni di contribuenti versano il 51,7% di tutta l'Irpef.

In pratica, uno su quattro versa zero Irpef o perché sta dentro la no tax area (8 mila euro i lavoratori dipendenti, 7.500 i pensionati, 4.800 gli autonomi) o perché annulla l'imposta con le detrazioni, per esempio le spese mediche.

Del resto, secondo l'Istat, in Italia ci sono 9 milioni e mezzo di cittadini in condizioni di povertà relativa, cioè che vivono in famiglie dove non si spende più di 990 euro al mese in due. I conti, quindi, più o meno tornano. Purtroppo è il caso di dire, visto che il 16% degli italiani se la passa maluccio. Ma vediamo quelli che stanno meglio e l'Irpef la pagano.

Tolti i 9,8 milioni che non pagano, a versare i 152,2 miliardi di euro di Irpef nazionale sono 31 milioni e mezzo di contribuenti, in base a 5 aliquote: il 23% sui redditi fino a 15 mila euro lordi, il 27% tra 15 mila e 28 mila, il 38% tra 28 mila e 55 mila euro, il 41% fra 55 mila e 75 mila, il 43% oltre 75 mila euro.

Che l'81,5% dell'Irpef, cioè 124 miliardi di euro, sia pagato da lavoratori dipendenti (85 miliardi) e pensionati (39 miliardi) è abbastanza noto. Meno conosciuti invece sono gli effetti della progressività del sistema.

Ma il dato più rilevante è proprio che l'ultima classe di reddito considerata, quella che corrisponde a circa 2600 euro netti al mese assicura allo Stato 58 miliardi di euro, il 38,4% dei 152 miliardi del gettito complessivo.

Un dato che però, se sommato con quello della classe di reddito precedente (redditi superiori ai duemila euro netti al mese), mostra appunto come la classe media si faccia carico della gran parte dell'onere fiscale. Si tratta, tradotto in numeri, di quasi 79 miliardi di euro, pagato da 4 milioni di contribuenti, il 10% del totale.

Il restante 90% garantisce, con redditi inferiori ai duemila euro, l'altra metà del gettito complessivo. Circa 27 milioni di italiani in totale.

6 dicembre 2013 · Patrizio Oliva

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