IRAP - Imposta Regionale sulle Attività Produttive

In attuazione della legge delega 23 dicembre 1996, numero 662, e in sostituzione di taluni tributi contestualmente aboliti (contributi per il servizio sanitario nazionale, Ilor, Iciap, tassa di concessione governativa sulla Partita Iva, imposta sul patrimonio netto delle imprese), il Governo ha introdotto l'imposta regionale sulle attività produttive (Irap) per mezzo del decreto legislativo 15 dicembre 1997, numero 446, la cui disciplina è stata in seguito modificata in molteplici occasioni.

L'imposta regionale sulle attività produttive, introdotta a far data dal 1° gennaio 1998, è stata quindi concepita sia per dare concreta attuazione al processo di federalismo fiscale da più parti a gran voce reclamato, sia per consentire il finanziamento di determinati servizi pubblici apprestati su base locale (essenzialmente la spesa sanitaria) a carico di taluni soggetti passivi.

L'Irap rappresenta un'imposta del tutto nuova, sia per il panorama nazionale che per quello degli altri Paesi. Essa, difatti, tende a colpire una grandezza di origine economica fino ad ora sconosciuta nel diritto tributario: il valore aggiunto della produzione "del tipo reddito netto" (così come definito dalle scienze economiche).

Ad un primo approccio sembra, quindi, che con l'Irap il legislatore abbia voluto sottoporre a tassazione una grandezza reddituale in capo a determinati soggetti (principalmente imprese e lavoratori autonomi), prima che questa si assottigli, ovvero che dia luogo ad una perdita per effetto della deduzione di talune voci di costo che tendono a remunerare il capitale impiegato o l'apporto di personale.

Deve immediatamente anticiparsi che l'Irap non colpisce, però né il reddito, né una grandezza reddituale in senso stretto, essa colpisce infatti una grandezza del tutto diversa: il valore aggiunto della produzione. Per i professionisti, tale grandezza corrisponde alla differenza fra l'ammontare dei compensi percepiti e l'ammontare dei costi sostenuti inerenti l'attività esercitata (compresi l'ammortamento dei beni materiali e immateriali ed esclusi gli interessi passivi e le spese per il personale dipendente).  In pratica, per gli esercenti arti e professioni - anche in seguito all'abrogazione delle "variazioni fiscali" (di cui all'articolo11-bis del decreto legislativo 446/97) ad opera dell'articolo 1, comma 5, lettera g), della Legge 244/2007 (Finanziaria 2008) - i proventi e gli oneri concorrenti alla determinazione della base imponibile continuano a rilevare nella misura prevista ai fini delle imposte dirette.

Prima di cominciare la trattazione del nuovo tributo si rileva che, all'articolo 1 del decreto legislativo 15 dicembre 1997, numero 446, è posta la specificazione normativa della realità dell'imposta, come pure della sua indeducibilità  (fatta salva la parziale deducibilità nella misura del 10% dell'Irap introdotta dal decreto legge 185/2008) dalla base imponibile ai fini delle imposte sui redditi.

É necessario precisare che l'Irap è un'imposta indeducibile, ai fini delle imposte dirette, per espressa previsione normativa (l'articolo 1 del decreto istitutivo di cui sopra), tuttavia è stata introdotta la possibilità di dedursi una porzione dell'imposta: per effetto del decreto legge 185/2008, articolo 6, comma 1, è ammessa in deduzione, ai fini delle imposte sui redditi, in misura forfettaria del 10%  (Tale disposizione si applica dal periodo di imposta in corso al 31/12/08 e l'ammontare deducibile si calcola  sull'imposta determinata ai sensi degli articoli 5, 5 bis, 6, 7, 8, ovvero in base all'articolo 11 del D.Lgs 446/1997).

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