Ipoteca - Iscrizione di ipoteca legale, giudiziale e volontaria [Commento 8]

  • angelo pisani 25 novembre 2009 at 19:56

    Ipoteca illegittima senza intimazione pagamento

    Commissione Tributaria Regionale della Puglia, sentenza del 18.09.2009

    La Concessionaria può procedere all'iscrizione ipotecaria sui beni del contribuente per il mancato pagamento del compenso all'esattore e degli interessi di mora, solo se il ricorrente non abbia onorato il pagamento nei tempi previsti per il provvedimento riscossorio emesso ad hoc. Questo è quanto ha stabilito la Commissione Tributaria Regionale della Puglia sez XIV con la sentenza n. 117/14/09 del 18/09/2009.

    La vicenda

    A seguito di un accertamento per una valutazione di un atto successorio, In data 17/07/2006 è stata notificata ad un contribuente una cartella di pagamento portante un carico tributario.

    Nelle avvertenze dell'atto riscossorio veniva riportato quanto segue: “il versamento è dovuto entro 60 giorni dalla data di notifica e in caso di mancato pagamento entro la scadenza indicata la Concessionaria procederà ad esecuzione forzata, nonché al fermo amministrativo di beni mobili registrati, all'ipoteca sugli immobili di proprietà dei contribuenti e ad acquisire presso i suoi debitori notizie sui suoi crediti nei loro confronti. Qualora, invece, il pagamento sia effettuato in ritardo il contribuente dovrà provvedere a pagare gli interessi di mora ed i compensi di riscossioni pari al 4,65% delle somme iscritte a ruolo”.

    La Parte, con un giorno effettivo di ritardo, ha versato l'intero importo della cartella notificatagli senza procedere al computo degli interessi di mora e dei compensi della riscossione.

    La Concessionaria della riscossione, a seguito del parziale pagamento della stessa da parte del Contribuente, dopo aver scomputato dall'importo ricevuto il suo compenso e gli interessi di mora, ha iscritto l'ipoteca sui cespiti immobiliari della Parte senza aver prima invitato il contribuente a pagare l'importo mancante; l'iscrizione è stata effettuata per un importo pari al doppio dell'importo non riscosso così come previsto dall'art 77 1° comma del D.p.r 602/1973 e tale provvedimento restrittivo è stato notificato alla Parte con una nota emessa dal Concessionario il 07/12/2007, ben oltre un anno dalla notifica della cartella di pagamento.

    Il Contribuente ha proposto ricorso in opposizione all'atto emanato dall'Ente preposto alla riscossione specificando che, se pur in ritardo di un giorno, aveva provveduto al pagamento integrale del ruolo. La C.T.P. di Bari con sentenza n. 113/23/08 ha accolto le doglianze del Ricorrente e ha annullato l'iscrizione ipotecaria impugnata. A questo punto la Parte resistente ha proposto appello contro la sentenza della Commissione Provinciale. Nella opposizione ha confermato il suo operato sostenendo che il provvedimento è scaturito dalla riscossione parziale del debito tributario dovuto al ritardo del pagamento. Ed in particolare dal fatto che nel versamento effettuato, la Parte non ha pagato spontaneamente gli ulteriori interessi di mora ed i compensi di riscossione, per cui l'Appellante a tutela del credito ha provveduto all'iscrizione dell'ipoteca sui beni immobili del contribuente per un importo pari al doppio del carico tributario scaduto e non pagato, così come previsto dalla normativa (art 77, 1° comma del D.P.R. 602/1973).

    Sentenza

    La Commissione Tributaria Regionale ha giudicato infondato l'appello della Concessionaria della riscossione e lo ha rigettato. la C.T.R. ha fatto notare che, né dalla comunicazione, né dall'allegato alla stessa, si evince che la Concessionaria dall'importo versato dal Contribuente, si è prima pagata il suo compenso e gli interessi di mora e successivamente ha versato all'Erario la restante parte. Con tale comportamento ha privilegiato in primis i suoi crediti, ed in secondo luogo il debito tributario in totale disaccordo con quanto previsto dall'art 31 comma 3 del D.P.R 602/1973 che testualmente recita: “ nei riguardi delle rate scadute l'imputazione è fatta, rata per rata, iniziando dalla più remota, al debito d'imposta, di sopratassa, di pena pecuniaria e poi al debito per indennità di mora e non può essere fatta ai diritti ed alle spese maturate a favore del concessionario se non dopo la completa estinzione del debito per le rate scadute e relativa indennità di mora”. Per cui l'Ente incaricato a riscuotere, in virtù dell'integrale pagamento della cartella notificata alla Parte, avrebbe dovuto imputare tale somma versata al debito d'imposta. Successivamente, visto che era decorso un anno dalla notifica della cartella, avrebbe dovuto notificare un atto riscossorio di intimazione di pagamento con il dettaglio analitico dell'importo dell'aggio e degli interessi di mora maturati , ai sensi dell'art 50 del D.P.R 602/1973. Solo dopo la mancata riscossione di tale spettanza procedere alla iscrizione ipotecaria.

    Nel caso specifico, visto il pagamento totale dell'imposta dovuta, il credito della Concessionaria sorto a causa del ritardo di pagamento, non è credito erariale assistito da privilegio, ma un comune credito chirografario. Inoltre, così come prescritto dall'art 76 comma 1 del D.P.R 602/1973 “il Concessionario può procedere all'espropriazione immobiliare se l'importo complessivo del credito per cui si procede supera complessivamente ottomila euro”, il debito tributario vantato, in questo caso, è di € 0,00 (il ricorrente ha pagato tutto il debito tributario), tale importo, ovviamente, non supera il limite previsto dalla norma, e quindi non fa sussistere il presupposte per tale forma di garanzia.

    Quindi, la Commissione Tributaria della Regione Puglia ha richiesto in primo luogo l'annullamento dell'iscrizione ipotecaria impugnata, ed in secondo luogo l'emissione del provvedimento riscossorio ad hoc per quanto dovuto dalla ricorrente per il compenso all'esattore e per gli interessi di mora.

    Solo se questa provvedimento non verrà onorato nei tempi previsti e nel suo quantum, la Concessionaria potrà provvedere all'eventuale iscrizione dell'ipoteca.

    Considerazioni

    La sentenza in commento è perfettamente in linea con precedenti sentenze (C.T.P. di Treviso n. 21 del 05/06/2007, e dalla C.T.P di Milano n. 137/03/09, C.T.P. di Benevento n. 34 del 19/03/2008) e con quanto osservato dalle Sezioni Unite della Suprema Corte (sent. Cass SSUU n. 2053 del 31/01/2006). Tale giurisprudenza considera l'ipoteca una misura cautelare conservativa strumentalmente connessa all'espropriazione forzata immobiliare e dunque soggetta all'applicazioni non solo della disposizione dell'art 77 del DPR n. 602/73 (Espropriazione immobiliare) ma anche ai precetti consacrati negli articoli 49 e seguenti (Espropriazione forzata - Disposizioni generali). Tuttavia , la sentenza a commento si discosta da altra giurisprudenza (C.T.P. di Bari sentenza del 13/03/2008 n. 21 C.T.P. di Salerno del 06/06/2007 n.167, C.T.P. di Enna del 18/07/2008 n.162) che ritiene che la prescrizione del secondo comma dell'art 50 del Dpr 602/73 concernente la preventiva notificazione di una intimazione ad adempiere, riguarda il procedimento di espropriazione forzata e che quindi tale notificazione non è esigibile dal contribuente come atto propedeutico all'iscrizione di ipoteca, che ha una sua propria funzione cautelare. Da tali giudizi si evince che il ruolo, decorsi inutilmente il termine di 60 giorni dalla notifica della cartella, costituisce il titolo per l'iscrizione dell'ipoteca.

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