Intervista a Paolo Crepet

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“Adesso c'è più dipendenza dal denaro e dai beni di consumo perché viviamo in una società più opulenta rispetto al passato”.

Lo psichiatra Paolo Crepet non si scandalizza per l'attaccamento che gli adolescenti mostrano nei confronti dei soldi e dei beni. E riconduce tutto alla responsabilità dei genitori nel dare alternative ai beni di consumo e nell'insegnare, credendoci, un approccio corretto al denaro.

Innanzi tutto, professor Crepet, c'e un modo per gestire questa dipendenza?

Bisogna vedere che tipo di dipendenza sia. Bisogna capire, innanzi tutto. E sapere che la dipendenza dipende anche dal tipo di alternative che si hanno.

Se uno non ha alternative al denaro e alle cose perché dovrebbe cambiare atteggiamento? Chi dovrebbe fornire queste alternative? La famiglia?

Sicuramente i genitori, ma poi anche in generale tutto il mondo che gira intorno a un ragazzino. Se un bambino e poi un adolescente cresce con l'idea che l'affetto è una cosa, un oggetto ricevuto, cercherà quella cosa ricevuta per il resto della sua vita. E' fondamentale allora che i genitori per primi cerchino alternative ai soldi e ai beni. E se questa alternativa esiste devono offrirla ai loro figli.

Basta un comportamento corretto dei genitori?

I genitori sono importanti. Poi, ovviamente dipende anche dal bambino. E in parte dal contesto. Si parla tanto anche di responsabilità della televisione, per esempio. Ma questo è vero soltanto in parte. La tv si può anche spegnere. Se un bambino sta davanti alla televisione cinque ore al giorno vedrà una quantità di pubblicità, e quindi di seduzione all'acquisto di beni, molto superiore a un altro che ci sta 40 minuti al giorno. Ma la responsabilità di far guardare la tv cinque ore o 40 minuti non è del minore.

La scuola come dovrebbe intervenire? C’è anche una responsabilità di insegnanti ed educatori?

La responsabilità della scuola mi sembra limitata. Una cosa che credo importante dovrebbe essere quella di intervenire, con una punizione, con il ragazzino che rompe il mobilio della scuola. Questo è un modo per insegnare il valore di quell'oggetto. Ma non sempre si fa, le punizioni non sono molto in voga.

Come si insegna ai figli l'uso corretto del denaro e dei beni?

Innanzi tutto bisogna essere coerenti. I genitori devono essere esempi di ciò in cui credono. Se non ci credono loro per primi è inutile stare qui a parlare di questo problema. Le cose da insegnare sono innanzi tutto quelle che noi facciamo con noi stessi. Una mamma non può pretendere di insegnare alla figlia a non dipendere dai beni se poi lei stessa va pazza per lo shopping.

Che forza hanno i genitori di fronte al potere della moda? Se a scuola tutti hanno un certo zainetto o un certo jeans, il ragazzo che non li ha non resta escluso dal gruppo?

Non vuol dire niente. Basta non comprare quelle cose che gli altri hanno e spiegarne il motivo. Se tutti sono imbecilli non è detto che bisogna seguire il gruppo e diventare imbecilli come gli altri. Se il genitore ritiene il non seguire le mode un punto fondamentale del suo progetto educativo deve fare la battaglia per affermare quel punto. Non importa se il resto della classe è dall'altra parte: i genitori devono affermare il proprio sistema valoriale. Se hanno questo sistema valoriale lo faranno anche comprendere ai fi gli. In questo caso dubito che il ragazzo possa sentirsi emarginato dal resto dei compagni.

La classica paghetta svolge un ruolo positivo o negativo?

Senz’altro positivo. Certo dipende anche dalla quantità di denaro che si consegna al ragazzo. La paghetta vuol dire dare un senso di responsabilità ai ragazzi e quindi dà la possibilità di capire il valore del denaro e di imparare a gestirlo.

Quali altri strumenti concreti si possono usare per educare i ragazzi a rapportarsi correttamente ai beni di consumo?

Mi ripeto: è fondamentale l'esempio. Innanzi tutto i genitori non devono essi per primi sprecare le cose. Non si possono comprare tre camicie alla settimana e poi fare grandi discorsi. Dobbiamo credere noi per primi, e non solo a parole, alle cose che vogliamo insegnare ai nostri figli. E' la cosa più semplice del mondo. O meglio lo sarebbe, perché dubito che gli adulti ci credano veramente. Su questo sono abbastanza scettico: credo che in realtà quando parliamo di educare correttamente all'uso del denaro stiamo parlando di una cosa molto teorica.

a cura di Valeria Nobili

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26 novembre 2007 · Antonio Scognamiglio

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