Quando il contribuente può ricorrere all'interpello ordinario

Il contribuente può ricorrere allo strumento dell'interpello ordinario solo se coesistono i seguenti elementi:

  1. Se, dall'interpretazione della disposizione tributaria oggetto dell'istanza, emergano obiettive condizioni di incertezza. Ciò vuol dire che potrà essere inviata la richiesta, se il significato della norma in esame è palesemente oscuro o contraddittorio;
  2. Se la suddetta disposizione venga applicata a un caso concreto e personale del contribuente-istante. A fondamento dell'istanza deve esserci, quindi, una questione reale, e non fittizia, alla quale applicare la disposizione . Non saranno quindi ammesse istanze inoltrate per mere finalità di studio o per semplice curiosità.
  3. Se la circostanza, cui si riferisce la norma oggetto dell'interpello, non si sia già verificata. Deve perciò avere carattere preventivo (ad es. chiedere delucidazioni in merito ad una questione strumentale alla redazione della dichiarazione dei redditi prima che questa sia stata presentata). Non è invece ammessa un'istanza di interpello con la quale si voglia, ad esempio, verificare se sono stati commessi errori nel corso delle operazioni già espletate.

l contribuente dovrà indicare l'interpretazione che egli stesso dà alla norma.

Questo passaggio è di fondamentale importanza, in quanto, nell'ipotesi in cui l'Amministrazione Finanziaria non dovesse rispondere entro il predetto termine di 120 giorni, si innescherà automaticamente il meccanismo del silenzio-assenso. Il parere dell'Amministrazione Finanziaria dovrà, quindi, ritenersi conforme all'interpretazione fornita dall'istante.

Il parere, espresso o tacito che sia, vincolerà solo ed esclusivamente l'Amministrazione Finanziaria.

Infatti, qualunque atto emesso in contrasto con l'interpretazione precedentemente espressa, sarà dichiarato illegittimo.

Il contribuente, invece, non essendo vincolato al parere emesso dall'Amministrazione Finanziaria, nel caso di risposta difforme rispetto all'interpretazione da egli stesso indicata nell'istanza, potrà:

  1. Conformarsi all'interpretazione data dalla Direzione regionale dell'Agenzia delle entrate;
  2. Discostarsi dalla suddetta interpretazione, rischiando, però, di essere soggetto a un accertamento da parte dell'amministrazione stessa.
  3. Presentare una dichiarazione conforme al parere, quindi procedere al versamento dell'imposta e agire successivamente con azione di rimborso.

28 luglio 2014 · Andrea Ricciardi

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