L'INPS e le sue risposte impossibili

Le risposte datemi dall'INPS mi sembrano impossibili: nel 2002 la nostra società di cui mio padre era amministratore ha richiesto un concordato preventivo. L'attività ha dovuto fare fronte a una grande diffidenza dei nostri fornitori, che non ci hanno più fornito e dei clienti che impauriti per ignoranza da possibili richieste dal tribunale in caso di fallimento non hanno acquistato più merci.

Quindi l'attività dell'azienda si è arrestata nel 2003 anche se il concordato è stato omologato nel 2006. Quindi come si evince dai bilanci dell'azienda l'attività ere quasi inesistente.

Mio padre, amministratore della società, di anni 82 già in pensione dal 1992 fino al 2001 ha regolarmente pagato i contributi INPS dovuti, ma dal 2002 viste le gravi difficoltà economiche non ha più potuto pagare questi contributi, quindi risulta debitore verso l'INPS di una somma consistente pari a 8 anni di contributi.

Mi chiedo: E' possibile che un uomo anziano di 82 anni avendo cessato tutte le sue attività praticamente nel 2002 all'età di 75 anni (ufficialmente nel 2006 per la lunghezza della procedura di concordato preventivo) debba oggi pagare una somma all'INPS che non dispone e nè potra disporre in futuro perché ancora impegnato a pagare un mutuo alla BNL?.

L' impiegato dell'INPS ci ha risposto che non è un istituto di beneficenza, quindi mio padre alla bella età di 82 anni dovrebbe farsi un prestito per pagare circa 25.000 euro di contributi arretrati.

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