Sanzioni ed interessi: il problema

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L'ufficio del governo di Novara, a fronte di una giurisprudenza di merito titubante, forse proprio perché la pronuncia della Suprema corte non è molto nota, aveva chiesto un parere in merito all'applicazione della maggiorazione alle sanzioni irrogate con verbali di contestazione relativi a infrazioni in materia di circolazione stradale. Questo, perchè, l'articolo 203, comma 3, del Codice della strada, in deroga a quanto stabilito dall'articolo 7 della legge 689/1981, dispone che ove non sia stato proposto ricorso e non sia avvenuto il pagamento della sanzione in misura ridotta ex articolo 202 C.d.S., il verbale di accertamento costituisce titolo esecutivo per una somma pari alla metà del massimo edittale, oltre le spese di procedura. Fin qui dunque sembrerebbe tutto chiaro. In materia di riscossione, però, c'è anche il successivo articolo 206, comma 1, C.d.S., il quale rinvia all'articolo 27 sempre della legge 689/1981. Esso prevede per l'appunto che la somma dovuta a titolo di sanzione amministrativa sia maggiorata di un decimo per ogni semestre, a decorrere da quello in cui la sanzione è divenuta esigibile, e fino a quando il ruolo sia stato trasmesso all'esattore. Ecco perchè, visti i conflitti normativi, diversi comandi si sono mossi in modo autonomo.

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