Mediaset premium » L'utente va indennizzato in caso di disservizio - Controversia Rti-TAR

Secondo Mediaset, infatti, l'operatore di rete televisiva digitale terrestre andava individuato non nella stessa RTI, ma nella Elettronica Industriale SPA (società con capitale controllato interamente da RTI) e che questa doveva essere considerato un soggetto giuridico separato dal soggetto fornitore di contenuti: infatti tale obbligo è operante solo nei confronti dell'emittente che sia anche operatore di rete in ambito televisivo nazionale, ovvero fornitore di servizi interattivi associati o di servizi di accesso condizionato.

Ma, a parere dei giudici del Tar, RTI, da un lato, operava sulla base di autorizzazioni alla fornitura di contenuti e servizi di radiodiffusione televisiva in tecnica digitale terrestre, mentre, dall'altro, agiva anche come fornitore di servizi di accesso condizionato distribuendo agli utenti i pacchetti necessari per l'attivazione dei contenuti televisivi, propedeutici alla visione degli stessi.

In sostanza, come aveva osservato, inoltre, l'Avvocatura dello Stato, nel momento in cui RTI fornisce agli abbonati alla propria pay tv (Mediaset Premium) contenuti che, pur prodotti da terzi, sono comunque organizzati in un canale, già svolge un'attività di trasmissione servizi sulla piattaforma televisiva, che è riconducibile alla nozione di servizio di comunicazione elettronica come definito dal regolamento dell'Agcom.

Pertanto, la circostanza che RTI spa svolga anche un controllo editoriale sui propri contenuti non costituisce argomento sufficiente per escluderla dalla categoria dei fornitori di servizi di comunicazione elettronica.

Per queste ragioni, con la sentenza 9707/2011, il Tar del Lazio boccia il ricorso, stabilendo che:

Alla luce delle considerazioni sopra illustrate, l'estensione dell'ambito soggettivo di applicazione della gravata Delibera e dell'allegato Regolamento, effettuata per il tramite della definizione di ‘operatorè contenuta nella gravata Delibera, riferita ad ‘ogni impresa autorizzata a fornire una rete pubblica di comunicazioni, o una risorsa correlata o un servizio di comunicazione elettronica o un servizio radiotelevisivo a pagamentò , risulta essere conforme e coerente con la disciplina di riferimento e con le finalità sottese all'attribuzione dei poteri regolatori all'Autorità, nonché con l'esigenza di apprestare una compiuta tutela a tutti gli utenti dei servizi di comunicazione siano essi telefonici che radiotelevisivi, anche a pagamento.

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