La nuova indennità mensile di disoccupazione

Chi può percepire la nuova indennità mensile di disoccupazione ordinaria - l'assicurazione sociale per l'impiego

A decorrere dal 1° gennaio 2013 e in relazione ai nuovi eventi di disoccupazione verificatisi a decorrere tale data è istituita, presso la Gestione prestazioni temporanee ai lavoratori dipendenti, l'Assicurazione sociale per l'impiego (ASpI), con la funzione di fornire ai lavoratori che abbiano perduto involontariamente la propria occupazione un'indennità mensile di disoccupazione.

Sono compresi nell'ambito di applicazione dell'ASpI tutti i lavoratori dipendenti, ivi compresi gli apprendisti e i soci lavoratori di cooperativa che abbiano stabilito, con la propria adesione o successivamente all'instaurazione del rapporto associativo, un rapporto di lavoro in forma subordinata, con esclusione dei dipendenti a tempo indeterminato delle pubbliche amministrazioni.

Le disposizioni non si applicano nei confronti degli operai agricoli a tempo determinato o indeterminato.

Più in particolare, l’AspI (Assicurazione sociale per l'impiego) si applica:

  1. ai lavoratori dipendenti del settore privato, compresi gli apprendisti;
  2. ai soci di cooperative d il personale artistico con rapporto di lavoro subordinato;
  3. ai lavoratori dipendenti delle P.A. con contratto non a tempo indeterminato

Mentre, restano esclusi dall'applicazione dell'assicurazione sociale per l'impiego i seguenti soggetti:

  1. gli operai agricoli a tempo determinato ed indeterminato;
  2. i lavoratori dipendenti della P.A. con contratto a tempo indeterminato;
  3. i lavoratori extracomunitari entrati in Italia con permessi di soggiorno di lavoro stagionale;
  4. i collaboratori coordinati e continuativi;
  5. chi sconta una o più pene per reati di mafia, terrorismo, strage e eversione.

L'indennità mensile di disoccupazione è riconosciuta ai lavoratori che abbiano perduto involontariamente la propria occupazione e che presentino i seguenti requisiti:

  1. siano in stato di disoccupazione ai sensi dell'articolo 1,comma 2, lettera c), del decreto legislativo 21 aprile 2000, numero 181,e successive modificazioni;
  2. possano far valere almeno due anni di assicurazione e almeno un anno di contribuzione nel biennio precedente l'inizio del periodo di disoccupazione.

In pratica l'indennità mensile di disoccupazione è riconosciuta nei seguenti casi:

  1. licenziamento per giusta causa;
  2. licenziamento per giustificato motivo soggettivo;
  3. contratto a termine.

Al lavoratore che:

  1. si trovi in uno stato di disoccupazione, ma disponibile allo svolgimento e alla ricerca di una nuova attività lavorativa;
  2. si trovi in uno stato di disoccupazione non determinato da dimissioni volontarie;
  3. abbia maturato almeno due anni di anzianità assicurativa e almeno un anno (52 settimane) di contribuzione nel biennio prima dell'inizio del periodo di disoccupazione.

E' evidente, dunque, che restano esclusi dalla fruizione dell'indennità mensile di disoccupazione i lavoratori che siano cessati dal rapporto di lavoro per dimissioni o per risoluzione consensuale del rapporto.

Quantificazione dell'indennità mensile di disoccupazione

L'indennità mensile di disoccupazione è rapportata alla retribuzione imponibile ai fini previdenziali degli ultimi due anni, comprensiva degli elementi continuativi e non continuativi e delle mensilità aggiuntive, divisa per il numero di settimane di contribuzione e moltiplicata per il coefficiente 4,33.

L'indennità mensile di disoccupazione è rapportata alla retribuzione mensile ed è pari al 75 per cento nei casi in cui la retribuzione mensile sia pari o inferiore nel 2013 all'importo di 1.180 euro mensili, annualmente rivalutato sulla base della variazione dell'indice ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie degli operai e degli impiegati intercorsa nell'anno precedente; nei casi in cui la retribuzione mensile sia superiore al all'importo di 1.180 euro mensili, annualmente rivalutato, l'indennità sarà pari al 75 per cento di tale importo, incrementata di una somma pari al 25 per cento del differenziale tra la retribuzione mensile e il predetto importo.

All'indennità di disoccupazione mensile non si applica il prelievo contributivo di cui all'articolo 26 della legge 28 febbraio 1986, numero 41.

All'indennità mensile di disoccupazione si applica una riduzione del 15 per cento dopo i primi sei mesi di fruizione. L'indennità medesima,ove dovuta, è ulteriormente decurtata del 15 per cento dopo il dodicesimo mese di fruizione.

Per i periodi di fruizione dell'indennità sono riconosciuti i contributi figurativi nella misura settimanale pari alla media delle retribuzioni imponibili ai fini previdenziali degli ultimi due anni. I contributi figurativi sono utili ai fini del diritto e della misura dei trattamenti pensionistici; essi non sono utili ai fini del conseguimento del diritto nei casi in cui la normativa richieda il computo della sola contribuzione effettivamente versata.

Per quanto tempo si percepisce l'indennità mensile di disoccupazione

La durata massima legale, in relazione ai nuovi eventi di disoccupazione verificatisi a decorrere dal 1° gennaio 2013 e fino al 31 dicembre 2015, è disciplinata nei seguenti termini:

  1. per le prestazioni relative agli eventi intercorsi nell'anno 2013: otto mesi per i soggetti con età anagrafica inferiore a cinquanta anni e dodici mesi per i soggetti con età anagrafica pari o superiore a cinquanta anni;
  2. per le prestazioni relative agli eventi intercorsi nell'anno 2014: otto mesi per i soggetti con età anagrafica inferiore a cinquanta anni, dodici mesi per i soggetti con età anagrafica pari o superiore a cinquanta anni e inferiore a cinquantacinque anni,quattordici mesi per i soggetti con età anagrafica pari o superiore a cinquantacinque anni, nei limiti delle settimane di contribuzione negli ultimi due anni;
  3. per le prestazioni relative agli eventi intercorsi nell'anno 2015: dieci mesi per i soggetti con età anagrafica inferiore a cinquanta anni, dodici mesi per i soggetti con età anagrafica pari o superiore a cinquanta anni e inferiore a cinquantacinque anni, sedici mesi per i soggetti con età anagrafica pari o superiore a cinquantacinque anni, nei limiti delle settimane di contribuzione negli ultimi due anni.

A decorrere dal 1° gennaio 2016 e in relazione ai nuovi eventi di disoccupazione verificatisi a decorrere dalla predetta data:

  1. per i lavoratori di età inferiore a cinquantacinque anni, l'indennità mensile di disoccupazione viene corrisposta per un periodo massimo di dodici mesi, detratti i periodi di indennità eventualmente fruiti nel medesimo periodo;
  2. per i lavoratori di età pari o superiore ai cinquantacinque anni, l'indennità è corrisposta per un periodo massimo di diciotto mesi, nei limiti delle settimane di contribuzione negli ultimi due anni, detratti i periodi di indennità eventualmente fruiti nel medesimo periodo.

Da quando spetta e cosa fare per fruire dell'indennità mensile di disoccupazione

L'indennità mensile di disoccupazione spetta dall'ottavo giorno successivo alla data di cessazione dell'ultimo rapporto di lavoro ovvero dal giorno successivo a quello in cui sia stata presentata la domanda.

Per fruire dell'indennità mensile di disoccupazione, i lavoratori aventi diritto devono, a pena di decadenza, presentare apposita domanda, esclusivamente in via telematica, all'INPS, entro il termine di due mesi dalla data di spettanza del trattamento. La fruizione dell'indennità è condizionata alla permanenza dello stato di disoccupazione di cui all'articolo 1, comma 2, lettera c), del decreto legislativo 21 aprile 2000, numero 181, e successive modificazioni.

Sospensione, riduzione e revoca dell'indennità mensile di disoccupazione

In caso di nuova occupazione del soggetto assicurato con contratto di lavoro subordinato, l'indennità mensile di disoccupazione è sospesa d'ufficio fino ad un massimo di sei mesi; al termine di un periodo di sospensione di durata inferiore a sei mesi l'indennità riprende a decorrere dal momento in cui era rimasta sospesa.

Nei casi di sospensione, i periodi di contribuzione legati al nuovo rapporto di lavoro possono essere fatti valere ai fini di un nuovo trattamento assicurativo sociale per l'impiego.

In caso di svolgimento di attività lavorativa in forma autonoma, dalla quale derivi un reddito inferiore al limite utile ai fini della conservazione dello stato di disoccupazione, il soggetto beneficiario deve informare l'INPS entro un mese dall'inizio dell'attività, dichiarando il reddito annuo che prevede di trarre datale attività. L'INPS provvede, qualora il reddito da lavoro autonomo sia inferiore al limite utile ai fini della conservazione dello stato di disoccupazione, a ridurre il pagamento dell'indennità di un importo pari all'80 per cento dei proventi preventivati, rapportati al tempo intercorrente tra la data di inizio dell'attività e la data di fine dell'indennità o, se antecedente,la fine dell'anno. La riduzione di cui al periodo precedente è conguagliata d'ufficio al momento della presentazione della dichiarazione dei redditi; nei casi di esenzione dall'obbligo di presentazione della dichiarazione dei redditi, è richiesta al beneficiario un'apposita autodichiarazione concernente i proventi ricavati dall'attività autonoma.

In via sperimentale per ciascuno degli anni 2013, 2014 e 2015 il lavoratore avente diritto alla corresponsione dell'indennità mensile di disoccupazione può richiedere la liquidazione degli importi del relativo trattamento pari al numero di mensilità non ancora percepite, al fine di intraprendere un'attività di lavoro autonomo, ovvero per avviare un'attività in forma di auto impresa o di micro impresa, o per associarsi in cooperativa.

Il lavoratore disoccupato decade dal diritto di percepire l'indennità mensile di disoccupazione, nei seguenti casi:

  1. perdita dello stato di disoccupazione;
  2. nuova occupazione con contratto di lavoro subordinano di durata superiore a sei mesi;
  3. inizio di un’attività in forma autonoma senza che il lavoratore effettui la comunicazione all'Inps del reddito anno che si presume di avere dall'attività stessa;
  4. raggiungimento dei requisiti per la pensione di vecchiaia o la pensione anticipata;
  5. riconoscimento del diritto all'assegno ordinario di invalidità;
  6. quando viene rifiutata un’offerta di lavoro con uno stipendio superiore del 20% all'indennità.

Decadenza dal diritto di fruire dell'indennità mensile di disoccupazione

Si decade dalla fruizione delle indennità mensile di disoccupazione nei seguenti casi:

  1. perdita dello stato di disoccupazione;
  2. inizio di un'attività in forma autonoma senza che il lavoratore effettui la comunicazione di cui al comma 17;
  3. raggiungimento dei requisiti per il pensionamento di vecchiaia o anticipato;
  4. acquisizione del diritto all'assegno ordinario di invalidità,sempre che il lavoratore non opti per l'indennità erogata dall'ASpI. 41. La decadenza si realizza dal momento in cui si verifica l'evento che la determina, con obbligo di restituire l'indennità che eventualmente si sia continuato a percepire.

Indennità mensile di disoccupazione con requisiti ridotti - mini aspi

A decorrere dal 1° gennaio 2013, ai lavoratori dipendenti, ivi compresi gli apprendisti e i soci lavoratori di cooperativa, che possano far valere almeno tredici settimane di contribuzione di attività lavorativa negli ultimi dodici mesi, per la quale siano stati versati o siano dovuti i contributi per l'assicurazione obbligatoria, è liquidata un'indennità di importo pari a quanto definito nella sezione "Quantificazione dell'indennità mensile di disoccupazione". L'indennità è corrisposta mensilmente per un numero di settimane pari alla metà delle settimane di contribuzione nell'ultimo anno, detratti i periodi di indennità eventualmente fruiti nel periodo.

Indennità di disoccupazone per collaboratori coordinati e continuativi iscritti alla gestione separata INPS

A partire dal gennaio 2013 ai collaboratori coordinati e continuativi, iscritti in via esclusiva alla Gestione separata presso l'INPS, verrà riconosciuta un'indennità mensile di disoccupazione se risultano soddisfatte, in via congiunta, le seguenti condizioni:

  1. abbiano operato, nel corso dell'anno precedente, in regime di monocommittenza;
  2. abbiano conseguito l'anno precedente un reddito lordo complessivo soggetto a imposizione fiscale non superiore al limite di 20.000 euro, annualmente rivalutato sulla base della variazione dell'indice ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati intervenuta nell'anno precedente;
  3. con riguardo all'anno di riferimento sia accreditato, presso la predetta Gestione separata di cui all'articolo 2, comma 26, della legge numero 335 del 1995, un numero di mensilità non inferiore a uno;
  4. abbiano avuto un periodo di disoccupazione ai sensi dell'articolo 1, comma 2, lettera c), del decreto legislativo 21 aprile 2000, numero 181, e successive modificazioni, ininterrotto di almeno due mesi nell'anno precedente;
  5. risultino accreditate nell'anno precedente almeno quattro mensilità presso la predetta Gestione separata di cui all'articolo 2, comma 26, della legge numero 335 del 1995.

L'indennità sarà pari ad un importo del 5 per cento del minimale annuo di reddito moltiplicato per il minor numero tra le mensilità accreditate l'anno precedente e quelle non coperte da contribuzione. Tale importo sarà liquidato in un'unica soluzione se pari o inferiore a 1.000 euro, ovvero in importi mensili pari o inferiori a 1.000 euro se superiore.

30 luglio 2013 · Carla Benvenuto

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Stai leggendo La nuova indennità mensile di disoccupazione Autore Carla Benvenuto Articolo pubblicato il giorno 30 luglio 2013 Ultima modifica effettuata il giorno 4 marzo 2017 Classificato nella categoria sostegno al reddito - contributi incentivi pensione di inabilità e assegno di invalidità - assegno familiare e per il nucleo familiare - indennità di disoccupazione Inserito nella sezione lavoro, pensioni, famiglia separazione e divorzio, Isee del sito la comunità dei debitori e dei consumatori italiani.

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