Tra gli incentivi e le agevolazioni fiscali per il 2016 è inclusa una carta acquisti sperimentale

Tra i numerosi incentivi, per il sostegno al reddito, presenti nel 2016, scopriamo la carta acquisti, o social card, sperimentale: sarà presente in 12 comuni italiani.

In 12 comuni italiani (Bari, Bologna, Catania, Firenze, Genova, Milano, Napoli, Palermo, Roma, Torino, Venezia e Verona) è partita nel 2013 la sperimentazione di una nuova carta acquisti, ampliata ad altri comuni dal 2014 con ulteriori finanziamenti.

Per il 2016 il rifinanziamento prevede anche un consolidamento, con priorità di assegnazione a nuclei familiari numerosi e/o con figli disabili e/o con presenza di donne in stato di gravidanza, tutte da definire con decreti ministeriali. La nuova carta si affianca a quella "ordinaria" che continua ad essere rilasciata e a funzionare, anche nei Comuni di sperimentazione.

La carta acquisti sperimentale, molto più corposa di quella ordinaria, ha una dotazione mensile variabile a seconda del numero dei componenti il nucleo familiare del richiedente (sono escluse le persone a carico ai fini Irpef diverse da coniuge e figli), con accredito bimestrale:

  • 231 euro mensili per nuclei familiari con 2 persone;
  • 281 euro mensili per nuclei familiari con 3 persone;
  • 331 euro mensili per nuclei familiari con 4 persone;
  • 404 euro mensili per nuclei familiari con 5 o più persone.

Possono presentare la domanda solo i soggetti in possesso di requisiti previsti dalla legge, ai quali il comune ne può aggiungere altri.

I requisiti di legge per poter chiedere la carta sperimentale sono, per il richiedente singolo:

  • essere cittadino italiano o comunitario ovvero familiare di cittadino italiano o comunitario non residente nella CE ma titolare di permesso di soggiorno o del diritto di soggiorno permanente;
  • risiedere in uno dei comuni coinvolti nella sperimentazione da almeno un anno dal momento di presentazione della domanda;

Per il nucleo familiare del richiedente:

  • ISEE inferiore o uguale a 3.000 euro;
  • se residente in abitazione di proprietà, un valore ai fini ICI della stessa inferiore a 30.000 euro;
  • patrimonio mobiliare (come definito ai fini ISEE) inferiore a 8.000 euro;
  • valore della situazione patrimoniale (come definito ai fini ISEE) inferiore a 8.000 euro;
  • in caso di godimento da parte dei componenti del nucleo familiare di altri trattamenti economici concessi a qualsiasi titolo dallo Stato o da antri enti pubblici, anche esenti, questi devono essere inferiori a 600 euro mensili;
  • nessun componente del nucleo familiare deve possedere auto immatricolate nell'anno antecedente la richiesta, nè auto di cilindrata superiore a 1300cc o moto di cilindrata superiore a 250 cc immatricolati nei tre anni antecedenti la richiesta.
  • presenza nel nucleo di almeno una persona di età inferiore ai 18 anni.

Riguardo la situazione lavorativa, invece, al momento della richiesta della carta i componenti del nucleo familiare in età attiva devono risultare senza lavoro e per almeno un componente deve esserci stata cessazione del rapporto di lavoro dipendente nei 36 mesi antecedenti la richiesta (oppure cessazione dell'attività nel caso di lavoratore autonomo). In caso di precedenti impieghi con contratti flessibili, deve essere dimostrato che l'occupazione è durata almeno 180 giorni.

Oppure, in alternativa, al momento della richiesta della carta i componenti del nucleo familiare in età attiva devono risultare senza lavoro e almeno un componente in condizioni di lavoratore dipendente o impiegato con tipologie contrattuali flessibili con valore complessivo dei redditi di lavoro percepiti nei sei mesi antecedenti la richiesta, non superiore a 4.000 euro.

Costituiscono elementi di precedenza nell'elaborazione della graduatoria:

  1. nucleo familiare con disagio abitativo accertato dai competenti servizi del comune
  2. nucleo familiare mono-genitoriale (un genitore solo con figlio/figli minorenni)
  3. - nucleo familiare con tre o più figli minorenni (o con due figli con attesa del terzo)
  4. nucleo familiare con uno o più figli minorenni disabili.

Sono compresi nuclei familiari dove, nell'ordine, sia maggiore il numero dei figli ed inferiore l'età del figlio più piccolo.

La domanda va presentata al Comune, con modulo predisposto.

Inizia una fase di verifica con formazione di una graduatoria, una parte della quale conterrà i nominativi di coloro che possono rientrare nel beneficio.

Al termine di questa fase l'INPS invia ai nuclei familiari la carta già caricata dell'importo fruibile relativo al primo bimestre. In caso di mancata accettazione della domanda è il Comune, invece, che avvisa i richiedenti, con lettera contenente le motivazioni del diniego.

La sperimentazione durerà un anno a partire dal primo accredito bimestrale.

Attenzione però: se il soggetto che chiede la carta acquisti sperimentale, o uno dei soggetti facenti parte del suo nucleo familiare, possiede già la carta acquisti "ordinaria", dovrà rinunciare a quest'ultima per tutto il periodo della sperimentazione.

Da precisare che accanto a questo nuovo progetto ne parte un'altro, a carico dei Comuni, che coinvolge i titolari della nuova carta o comunque una parte di essi.

I comuni devono infatti selezionare i casi più meritevoli di attenzione, prendersene carico e predisporre progetti personalizzati che abbiano lo scopo di far loro superare la condizione di povertà.

Durante il periodo di sperimentazione, a tutti i soggetti che fruiscono della nuova carta verranno inviati questionari che dovranno poi essere esaminati dal Ministero del lavoro per verificare se e quanto la diffusione della carta riesca a migliorare la condizione delle famiglie coinvolte.

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