La mora del debitore

Una particolare forma di inadempimento è costituita dal ritardo ad adempiere (mora del debitore).

Ciò presuppone che il ritardo sia imputabile al debitore. Se la prestazione è temporaneamente impossibile per caso fortuito o forza maggiore, il ritardo è giustificato e il debitore sarà tenuto ad adempiere non appena cesserà l'impossibilità, senza incorrere in alcuna responsabilità.

Se la prestazione è ancora possibile e il ritardo è ingiustificato si ha la mora debendi alla quale la legge annette numerose conseguenze.

Queste si verificano automaticamente per il solo fatto del ritardo, soltanto nei seguenti casi:

  • Quando l'obbligazione deriva da fatto illecito;
  • Quando il debitore ha già dichiarato per iscritto di non voler adempiere;
  • Quando il termine è scaduto e la prestazione doveva eseguirsi al domicilio del creditore,

Ma quali sono gli effetti della costituzione in mora? Vediamoli:

  • In caso di impossibilità sopravvenuta della prestazione per causa non imputabile al debitore quest'ultimo dovrà comunque risarcire i danni al creditore, a meno che non provi che l'oggetto della prestazione sarebbe comunque perito presso il creditore (articolo 1221 del codice civile);
  • il debitore sarà obbligato a risarcire i danni che il creditore ha subito in seguito al ritardo nell'adempimento (articolo 1223 del codice civile).

Gli effetti della costituzione in mora, quindi, si sostanziano principalmente nel risarcimento dei danni che questo comportamento colposo del debitore avrà provocato.

Verificatasi la mora il debitore si trova esposto a tutte le conseguenze sfavorevoli previste dalla legge.

Tuttavia queste conseguenze possono essere evitate attraverso la purgazione della mora.

Questa può aversi in diverse circostanze, come quando il creditore concede una dilazione del pagamento al debitore, oppure quando il creditore rinunzia al credito o semplicemente alla mora.

Con la purgazione della mora ne terminano gli effetti sfavorevoli con la cessazione del decorso degli effetti moratori, e del rischio dell'impossibilità sopravvenuta in capo al debitore.

30 gennaio 2014 · Gennaro Andele

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