IMU - Imposta MUnicipale propria Legge 214/2011 – estratto articolo 13 [Commento 6]

  • Giorgio Valli 24 maggio 2012 at 06:34

    Roma - Imu, regole ingiuste per i residenti del centro

    Centro storico Roma. Due appartamenti della stessa metratura, magari sullo stesso pianerottolo: ma chi ha fatto l'aggiornamento della rendita catastale pagherà l'Imu tre volte di più del vicino che invece non si è mai messo in regola. "Un'iniquità pesante - denuncia il presidente del municipio I, Orlando Corsetti L'amministrazione dovrebbe intervenire per far sì che tutti si adeguino; ma al tempo stesso bisogna trovare il modo perché chi ha già subito la rivalutazione non sia doppiamente penalizzato". Così il minisindaco del Pd ha organizzato, con tutte le associazioni e i comitati del cuore della città, una manifestazione di protesta che è però, al tempo stesso, anche un momento di confronto. Il 30 maggio a Santa Maria in Trastevere partirà una maratona di sensibilizzazione nei confronti del sindaco, Gianni Alemanno, e del presidente del Consiglio, Mario Monti.

    A Testaccio, Trastevere e Monti si è adeguato solo il 30% dei nuclei familiari, circa duemila famiglie, almeno stando ai dati forniti dal primo parlamentino. E con il decreto legge Monti, ora la tassa sulla casa si paga in base alla rendita catastale rivalutata del 60%, poi moltiplicata per l'aliquota prevista dai diversi Comuni, che a Roma potrebbe arrivare al 5 per mille per la prima casa. La rendita, dunque, assume una funzione di particolare rilievo. Il problema è che il catasto non è mai stato aggiornato; il che significa che esistono, nel centro storico, abitazioni di pregio o di lusso che sono ancora censite come "A5", ovvero sistemazioni ultrapopolari che non dovrebbero avere neanche il bagno, e "A4", alloggi popolari.

    Nel 2007, quando ancora si pagava l'Ici, l'allora sindaco Walter Veltroni fece una delibera con la quale chiedeva ai cittadini del municipio I di rivedere gli accatastamenti. Chi lo avesse fatto, avrebbe ottenuto degli incentivi mentre sarebbero in seguito partite sanzioni per quanti non provvedevano autonomamente all'aggiornamento. Poi l'Ici, col governo Berlusconi, scompare. "E oggi siamo al paradosso - assicura Corsetti - C'è chi rischia di pagare l'Imu tre volte di più dei vicini e non è un caso se lo stesso Monti parla di rendite catastali che non sono mai state adeguate, perché ci sono appartamenti nei centri storici che risultano ultrapopolari. Crediamo che per un motivo di giustizia sia necessario scendere in piazza". Così il presidente del municipio I ha scritto una lettera al sindaco, al segretario generale e al premier affinché entro giugno, data di scadenza della prima rata, si trovi un meccanismo che ristabilisca la correttezza.

    Poi lancia un'altra idea al Campidoglio: "L'Imu per le botteghe storiche può essere un'opportunità - ammette - Abbattiamo i costi della tassa ai proprietari che affittano negozi ad artigiani o ad attività di vicinato, così il centro storico resta vivo e mantiene quelle sue peculiarità che si stanno sempre più perdendo"

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