IMU - Imposta MUnicipale propria Legge 214/2011 – estratto articolo 13 [Commento 4]

  • Piero Ciottoli 26 aprile 2012 at 11:00

    La mini-stangata su anziani in casa di riposo

    Il testo approvato ieri definisce “seconda casa”, ai fini del calcolo della nuova Imu, quella degli anziani che risiedono per motivi di salute in istituti di riposo.

    Il testo lascia aperta la possibilità di agevolazioni per le case degli anziani negli ospizi e per gli italiani all'estero che hanno una casa non affittata; ma l'ultima parola spetterà ai singoli Comuni.

    In mancanza di questo tipo di provvedimenti l'Imu scatterà con l'aliquota più alta, quella del 7,6 per mille, anziché con quella base del 4 per mille.

    Il decreto fiscale "non ha risolto il problema dei 300mila anziani" in casa di cura mentre "24 città capoluogo hanno già deliberato aumenti delle aliquote Imu tra cui 13 quella per l'abitazione principale”. Lo fa presente la Uil spiegando che "mentre sembrano essere definite le modalità di pagamento dell'Imu, pur con qualche difficoltà per i contribuenti, molti Sindaci stanno ritoccando con tutta calma, le aliquote al rialzo. Peraltro, lo Stato potrà modificare entro il 10 dicembre le aliquote ordinarie di base se il gettito non dovesse produrre i 21,4 miliardi di euro previsti.

    "Gli aumenti riguardano, normalmente, le seconde abitazioni, spiega Guglielmo Loy - Segretario Confederale Uil, ma molti Comuni non risparmiano la prima casa. Infatti 24 Città capoluogo (il 23% del totale), che hanno già deliberato, hanno messo mano alle aliquote. Di questi 13 Comuni capoluogo hanno ritoccato l'aliquota all'insù per l'abitazione principale e, tra questi, 3 hanno scelto l'aliquota massima del 6 per mille (Catania, Parma e Caserta)”.

    Ma vediamo nel dettaglio gli aumenti, che riguardano l'abitazione principale: Roma (5 per mille); Cuneo (4,5 per mille); Parma (6 per mille), Forlì (5,5 per mille), Ravenna (5 per mille), Reggio Emilia (5 per mille), Salerno (4,7 per mille); Palermo (4,8 per mille); Catania (6 per mille), Cagliari (5 per mille), Caserta(6 per mille) Torino(5,5 per mille), Modena (5,2 per mille); Sassari, Monza, Arezzo, Aosta, Firenze, Bologna, Ferrara, La Spezia, Trento, Siena confermano l'aliquota al 4 per mille. In controtendenza Trieste che cala al 3,9.

    "E così, a Roma - commenta Loy - per un immobile accatastato in A/2 e A/3, in zona semicentrale, tenendo conto delle detrazioni per i figli a carico, mediamente per la prima casa si pagheranno 639 euro per famiglia; a Cuneo l'imposta peserà mediamente 97 euro a famiglia; a Parma, 118 euro; a Forlì 233 euro; a Ravenna 187 euro; a Reggio Emilia 98 euro; a Salerno 229 euro; a Palermo 159 euro; a Trieste 181 euro, a Cagliari 122 euro; a Caserta 203 euro; a Catania 209 euro; a Torino 322 euro; ad Aosta 224 euro; a Modena 243 euro; a Sassari 97 euro; ad Arezzo 52 euro; a Monza 179 euro. E per le seconde case il conto è decisamente più salato. La Uil auspica fra l'altro "un fisco sulla casa più equo per lavoratori e pensionati - conclude Loy - attraverso aliquote ridotte legate al reddito Isee sulla prima casa; maggiori detrazioni per i pensionati senza figli a carico".

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