IMU - Imposta MUnicipale propria Legge 214/2011 – estratto articolo 13 [Commento 2]

  • Rosaria Proietti 22 aprile 2012 at 05:43

    Via libera dell'Aula della Camera al Dl fiscale che in mattinata aveva incassato la fiducia. Ora il provvedimento torna in terza lettura al Senato. Il decreto era uscito ieri con una decina di novità dell'ultim'ora: correzioni chieste, per motivi di copertura, dalla Commissione Bilancio e recepite dalla Commissione Finanze della Camera.

    Tra queste una norma che rischia di mettere un'ipoteca sulle eventuali agevolazioni Imu per anziani e disabili, che vivono nelle case di cura o negli ospizi, e per gli italiani che risiedono all'estero e che hanno una casa in Italia non affittata: se i comuni vorranno agevolarli, facendo pagare loro l'imposta con l'aliquota sulla prima casa anziché l'aliquota ordinaria, dovranno farsi carico di tutta l'agevolazione. Lo Stato non dovrà rimetterci. Resta dunque la facoltà in capo agli enti locali, ma diventa più onerosa e forse più difficile da attuare.

    Quindi, gli anziani negli istituti di cura e i disabili ricoverati in strutture sanitarie, se proprietari di una casa, rischiano di dover pagare l'Imu con l'aliquota più alta, cioè quella per la seconda casa.

    La commissione Finanze della Camera infatti ha approvato un emendamento che recepisce una delle condizioni poste dalla commissione Bilancio. Secondo l'emendamento approvato ieri dalla commissione Finanze, era stata data ai Comuni la possibilità di scegliere se applicare agli anziani e ai disabili l'aliquota agevolata; mentre secondo la nuova formulazione della norma, anziani e disabili potranno pagare sulla propria abitazione l'Imu agevolata prevista per la prima casa solo se il Comune si farà carico del mancato gettito statale, cioè del 50%.

    Per quanto riguarda i coniugi separati, pagherà l'IMU il coniuge assegnatario, anche se non è proprietario.

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