IMU – domande e risposte

Abitazione principale ai fini IMU

Si considera abitazione principale ai fini IMU quella in cui il il proprietario dimora abitualmente e risiede anagraficamente.

Diverso il concetto di abitazione principale ai fini IRPEF.  Si considera, infatti, abitazione principale ai fini IRPEF quella in cui il contribuente o i suoi familiari (coniuge, parenti entro il terzo grado e affini entro il secondo grado) dimorano abitualmente. Si ricorda che gli affini sono i suoceri, i cognati, la nuora, il genero e che affinità è il vincolo tra un coniuge e i parenti dell’altro coniuge. Gli affini quindi non hanno nessun vincolo di consanguineità.

I benefici sono rapportati alla quota di proprietà ed al periodo temporale in cui l’immobile può essere assimilato ad abitazione principale.

Soggetto passivo tenuto al pagamento dell’imposta

Il soggetto passivo tenuto al pagamento dell’IMU è il proprietario o, in subordine, il detentore di un diritto reale personale di abitazione o di godimento (diritto di abitazione mortis causa, usufrutto). Non sono soggetti passivi tenuti al pagamento dell’IMU i detentori di un diritto personale e non reale di godimento come il comodatario. In base agli ultimi emendamenti approvati in sede di conversione in legge del decreto ministeriale è invece considerato soggetto passivo tenuto al pagamento dell’imposta anche il coniuge assegnatario dell’immobile in seguito a separazione legale o divorzio. Pur se il diritto di abitazione è, in tale circostanza, un diritto personale di abitazione, non reale.

IMU e diritto di abitazione mortis causa

Mia madre è deceduta alcuni anni fa senza lasciare testamento. In conseguenza, mio padre ha ereditato un terzo della proprietà e ciascuno dei tre figli una quota di 2/9. Ognuno dei figli possiede un appartamento in cui vive e risiede. La domanda è: devo pagare l’IMU sui 2/9 di proprietà della casa abitata da mio padre ed in cui egli ha la residenza?

Suo padre, in qualità di coniuge superstite ha acquisito mortis causa il diritto reale di abitazione in tutta la casa, così come disposto dall’articolo 540, comma 2 del codice civile. Pertanto l’obbligo di pagare l’IMU è interamente a carico del genitore superstite che, pur essendo proprietario pro quota, risiede e vive nella casa in cui ha acquisito diritto di abitazione. Al genitore spettano le agevolazioni previste per l’abitazione principale con aliquota ridotta e detrazione d’imposta, rapportati al periodo dell’anno durante il quale l’immobile è stato adibito ad abitazione principale. I figli, invece, non devono pagare IMU sulla quota di proprietà.

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Stai leggendo IMU – domande e risposte Autore Giorgio Valli Articolo pubblicato il 19 maggio 2012 Ultima modifica effettuata il 30 marzo 2014 Classificato nelle categorie iuc tarsu tia service tax e tributi locali Archiviato nella sezione origine dei debiti » dichiarazione dei redditi tasse tributi e contributi » tia tarsu iuc e service tax Numero di commenti e domande: 0 Clicca qui per inserire un commento o porre una domanda

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