Conto corrente e importo vendita casa per sfuggire ai debiti

Forti debiti del convivente

Convivo con un uomo proprietario di 1/3 di una casa ora in vendita.

A giorni firmeranno il rogito.

Lui ha contratto debiti per la sua attività. Per alcuni di questi debiti sono stati emessi decreti ingiuntivi.

In particolare ha un debito per causa di lavoro di circa 30.000 euro (per il quale gli hanno pignorato il c/c), ed altri debiti più piccoli per un ammontare totale di circa 60.000 euro. Non ho ben chiara la situazione con equitalia. Sicuramente c'è qualcosa anche lì.

Abbiamo un bambino di 7 anni per il quale ho sempre provveduto solo io. Premetto che io ho sempre lavorato e lavoro. Non ho debiti. Pago un mutuo di una casa intestata solo a me (anche il mutuo è intestasto solo a me). Sono titolare unica del mio c/c.

Ora: i debitori possono rivalersi su di me? Al momento della vendita del mio compagno mi è stato consigliato di depositare i soldi su un conto corrente intestato a me con firma da parte sua. Appena eseguito il deposito togliamo la firma.

I creditori posso valersi su questo c/c? Se con quei soldi comprassi una casa intestata solo a me, possono valersi su di essa? Possono dimostrare che questi soldi mi vengono restituiti per il mancato mantenimento del bambino da parte del padre praticamente da quando è nato e per quanto da me anticipato in tutti questi anni?

Vorrei che il ricavato della vendita mi venisse dato per il mancato e per il futuro mantenimento di mio figlio. Vorrei investirlo nell'acquisto di una casa. E' possibile intestarla al minore con usufrutto da parte mia? Al fine di vivere serena, vorrei patteggiare con questi creditori un piano di rientro. Possono attaccare l'immobile che andrò ad acquistare?

Se lei avesse chiamato in causa il padre del bambino per ottenere gli alimenti arretrati

Certo, se lei avesse chiamato in causa il padre del bambino per ottenere gli alimenti arretrati, anche dovendo comunque farvi supportare da due legali (ma se ne trovano tanti a buon prezzo, per concordare una causa dall'esito scontato) sarebbe stato meglio.

Con una sentenza, nessun creditore del suo compagno avrebbe potuto chiedere a lei di giustificare il trasferimento a suo favore di una somma rilevante di denaro.

Così com'è stata condotta, l'operazione, appare evidentemente finalizzata ad impedire il rimborso dei debiti.

Ma vedo ottime possibilità di "farla franca" dal momento che nessuno dei creditori ha pensato di iscrivere ipoteca giudiziale sulla casa di proprietà del debitore, pur potendolo fare con lo stesso titolo con cui è stato disposto il pignoramento del conto corrente.

L'intestazione dell'immobile al minore configura una donazione dal padre al figlio. Io eviterei una simile soluzione. Meglio dare al trasferimento di danaro la fattispecie di un "rimborso" per spese precedentemente sostenute nell'interesse del figlio comune.

20 settembre 2012 · Andrea Ricciardi

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