Impariamo a fare la spesa

Al di là delle polemiche, Fiesa Confesercenti e le associazioni di consumatori ADOC e Federconsumatori hanno inteso dare uno strumento utile alle famiglie italiane di orientamento alla spesa. Esso fa tesoro dei suggerimenti e dell'esperienza degli operatori al dettaglio che meglio di altri conoscono le esigenze e le abitudini dei consumatori.

Lo scopo principale del presente Vademecum è quello di mettere al centro delle politiche delle aziende della distribuzione indipendente l'interesse primario del consumatore al risparmio, fornendo indicazioni e "consigli per gli acquisti" modulati in base agli indici di stagionalità, alle tipologie di prodotti, alle categorie di classificazione merceologica e alla relativa economicità, favorendo un ampia gamma merceologica per consentire al consumatore di comporre un menù equilibrato senza rinuncia a nessun prodotto.

La Fiesa-Confesercenti e le associazioni dei consumatori chiedono al Governo un patto di filiera in cui ogni attore si assuma la propria responsabilità di fronte all'emergenza economica, varando progetti di sperimentazione di filiera corta fondati sulla corretta e professionale centralità delle fasi essenziali del ciclo produzione-distribuzione.

Il presente vademecum va nella direzione auspicata di rilanciare i consumi anche in un periodo di crisi fornendo ai consumatori varie opportunità ed alternative di spesa.

L'idea è di non rinunciare a niente, di portare in tavola prodotti freschi e di stagione, del territorio, mantenendo un equilibrio necessario all'alimentazione umana, privilegiando la professionalità degli operatori specializzati che possono fornire consigli utili all'acquisto e consulenza alimentare.

Abbiamo strutturato il presente Vademecum in base alle merceologie di consumo del settore alimentare.

Possiamo inserire l'indice di economicità in relazione alla stagionalità ed alle categorie di classificazione dei prodotti. Con l'indicazione dei periodi stagionali il consumatore può sentirsi tutelato sia per quanto riguarda i prezzi data la maggiore offerta, sia per la freschezza e qualità.

I periodi stagionali indicati nelle tabelle di frutta e di ortaggi sono relativi alla produzione nazionale italiana.

Questo assunto tuttavia non è sempre vero, in quanto possiamo trovarci di fronte a prodotti nazionali che costano di più rispetto a quelli importati: possono incidere la qualità, i sistemi di produzione, la tracciabilità, e la sicurezza.

Nell'acquistare i prodotti ortofrutticoli, il consumatore deve tener conto, dunque, sia dei periodi stagionali dei prodotti che della provenienza nazionale o estera.
A volte, la necessità di risparmiare può portare ad effettuare gli acquisti presso venditori dove le più elementari norme di igienicità sono disattese.

È vivamente sconsigliato in quanto soltanto i prodotti provenienti dai mercati all'ingrosso e venduti presso gli esercizi commerciali sono certamente passati attraverso i controlli fitosanitari.

Dall'ultima classificazione ISTAT sulla spesa delle famiglie italiane l'incidenza degli acquisti di frutta è dell'1% e degli ortaggi del 1,5%

I prodotti ittici hanno una stagionalità di produzione diversificata. Pertanto il prezzo di questi prodotti va legato ai consumi non alla produzione.

Gli indici di economicità indicati nella tabella sono in funzione del prezzo al kilo di ogni singolo prodotto:  conveniente per prodotti il cui prezzo sia inferiore a 10 €  al Kg, intermedio per prodotti tra i 10 e 20 €, e costoso per prodotti superiori ai 30 €.

Il periodo dell'anno in cui il prezzo dei prodotti ittici è più conveniente sono i mesi di ottobre e novembre, l'offerta è superiore grazie anche al calo dei consumi legati alla domanda, i consumatori comprano meno pesce perché è la stagione della cacciagione e dei funghi e in questo periodo le abitudini alimentari degli italiani guardano verso le carni fresche e lavorate…

Un'ulteriore variabile al prezzo di acquisto è legata anche all'origine della produzione, se proveniente da mare o da allevamenti.

Nel caso della produzione marina il prezzo è soggetto anche alle condizioni del mare che in periodi come quelli invernali spesso sono problematiche.

Invece, per quanto riguarda la produzione di prodotti di allevamento, bisogna far presente che nei ultimi quattro anni i prezzi sono rimasti stabili senza variazioni significative.

Dall'ultima classificazione ISTAT sulla spesa delle famiglie italiane l'incidenza degli acquisti di pesce è del 1,1%.

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