Divisione ereditaria dell'unico bene immobile indivisibile

Di regola, la normativa vigente stabilisce che ciascun coerede possa chiedere la sua parte in natura dei beni mobili e immobili dell'eredità.

Non sempre, però, questo è possibile, per ovvie ragioni: pensiamo ad esempio, a quando l'immobile è oggettivamente indivisibile oppure quando la divisione pur essendo possibile può danneggiare l'edificio stesso.

Quando un immobile non è facilmente separabile, la divisione viene denominata non comoda

Per non comoda, si intende la divisibilità di un immobile che richiederebbe, per rendere possibile il libero godimento della propria porzione da parte di ciascun coerede, interventi di ristrutturazione complessi e costosi o comunque tali da rovinare l'immobile stesso e ridurne notevolmente il valore.

Pertanto, per legge, la divisione in natura di un immobile tra più coeredi è possibile solo quando:

  1. è oggettivamente attuabile da un punto di vista tecnico
  2. è possibile ottenerne più porzioni autonome e liberamente e comodamente godibili da ciascun coerede
  3. gli interventi di ristrutturazione non compromettono la struttura e l'estetica dell'edificio;
  4. non vi sono conseguenze negative sull'economia e igiene pubblica.

Dunque, qualora l'immobile non sia comodamente divisibile, il nostro ordinamento giuridico prevede un altro criterio per soddisfare i coeredi.

E' disposto, infatti, che l'immobile debba essere compreso, con addebito per l'eccedenza, per intero nella porzione di uno dei coeredi aventi diritto alla quota maggiore, oppure l'immobile possa rientrare nelle porzioni di più coeredi qualora essi ne richiedano l'attribuzione congiunta.

Infine, se nessuno dei coeredi accetta l'attribuzione per intero dell'immobile, lo stesso viene venduto secondo la procedura dell'incanto, dopodiché coeredi si soddisfano sul ricavato.

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