Immigrazione clandestina

Ma perchè le baby prostitute straniere (ed i loro sfruttatori) non vengono espulse?

Adesso va di moda l'arresto e l'espulsione per gli stranieri irregolari, colti in flagranza di reato.

Titoloni sui soliti giornali compiacenti: "Blitz anticrimine in nove regioni - Centinaia di arresti ed espulsioni". Alcuni notissimi quotidiani, fino a poco tempo fa autoreferenziatisi come "d'opinione", si sono ridotti alla stregua dei fogliacci pubblicitari gratuiti che vengono distribuiti alle fermate di autobus e metropolitana.

Si limitano a riportare le notizie di agenzia, su questo argomento.

E seguono l'onda di piena, in stand-by, nell'attesa di capire cosa gradiscano leggere i propri lettori. Non azzardano giudizi sui fatti, nè si spingono ad analizzare quanto sta accadendo. Nessun articolo di fondo o editoriale.

Bene, anzi male! Ma così va il mondo.

Tuttavia esiste un reato abietto, quello dello sfruttamento della prostituzione. Ed esistono migliaia di baby (intendo minorenni) prostitute che commettono reato di adescamento. Ed è anche difficile pensare, analizzando i loro atteggiamenti, che siano costrette a prostituirsi. Il più delle volte si tratta di una scelta consapevole vista come scorciatoia per una vita agiata e senza problemi economici.

Esercitano le loro attività illecite, le baby prostitute ed i loro sfruttatori, in luoghi a tutti noti. Alla luce del sole, o della luna se preferite.

Forse per la guerra alla criminalità e all'immigrazione clandestina è stata fissata una tregua dopo le 23?

E' stata sospesa la flagranza di reato nell'adescamento?

Oppure è stata istituita una fascia territoriale smilitarizzata lungo le statali e le provinciali periferiche di città?

Non ho mai visto, non dico una retata, ma un semplice controllo di documenti in tempi normali. Per di più non ne vedo adesso.

Forse, mi son persa qualcosa ..... o forse le baby prostitute, i viados ecc. svolgono un'azione sociale meritoria.

Specie quando gli incontri si realizzano in alberghi di lusso (Excelsior di Roma ad esempio) o dopo una estenuante giornata passata a fare il portavoce ......

Eggià, ecco forse la motivazione giusta: è pericoloso gettare le reti in questo mare. Non si mai quali pesci abboccano. Potrebbe essere imbarazzante con "certi clienti" che, si sa, sono colpevoli quanto le adescatrici ed i loro papponi.

Almeno, però, diciamola una verità: grondiamo tutti, nessuno escluso, di fetida ipocrisia.

15 maggio 2008 · Patrizio Oliva

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  • karalis 6 giugno 2008 at 02:15

    Da Repubblica ...
    ....... Intanto un emendamento dei relatori al decreto sicurezza inserisce le prostitute nell'elenco dei soggetti pericolosi per la sicurezza e la pubblica moralità. La proposta di modifica presentata dai presidenti delle commissioni Giustizia e Affari costituzionali del Senato, Filippo Berselli e Carlo Vizzini, prevede che nella legge del 1956 (la n. 1423) sulle "misure di prevenzione nei confronti delle persone pericolose per la sicurezza e la pubblica moralità" venga inserita anche la categoria delle prostitute accanto a quelle degli oziosi e vagabondi, di chi pratica traffici illeciti, dei delinquenti abituali, degli sfruttatori di prostitute e minori, degli spacciatori. Nell'emendamento si legge che deve essere considerato soggetto pericoloso per sicurezza e moralità anche chi vive "del provento della propria prostituzione e venga colto nel palese esercizio di detta attività".

    Soggetti pericolosi. I ‘soggetti pericolosì , secondo la legge in vigore, possono essere diffidati dal questore e, se trovati a delinquere fuori dei luoghi di residenza, possono essere allontanati con foglio di via obbligatorio e inibiti dal ritornare per un periodo massimo di tre anni. Per i disobbedienti scatta il carcere fino a sei mesi. Nella sentenza di condanna poi dovrà essere disposto che, una volta scontata la condanna, il "contravventore" dovrà essere rimpatriato.

    Le pene. Se, nonostante la diffida del questore, il soggetto pericoloso non si ravvede cambiando vita, scatta la sorveglianza speciale che può essere accompagnata anche dalla misura del divieto di soggiorno in uno o più comuni o in una o più province. Fino all'obbligo di soggiorno in un determinato comune. La misura di prevenzione, che dovrà essere decisa dal giudice, non potrà essere inferiore a un anno e superiore a cinque.

    Dal Corriere ....
    Prostitute via dalle strade,
    sono «soggetti pericolosi»
    Emendamento al decreto sicurezza: le "lucciole" come gli oziosi, i vagabondi, i delinquenti e gli spacciatori

    ROMA - Un emendamento dei relatori al decreto sicurezza punta a togliere dalle strade le prostitute che inserisce nell'elenco dei soggetti pericolosi per la sicurezza e la pubblica moralità. La proposta di modifica presentata dai relatori del decreto - i presidenti delle commissioni Giustizia e Affari Costituzionali del Senato, Filippo Berselli e Carlo Vizzini - prevede infatti che nella legge del 1956 (la n. 1423) sulle «misure di prevenzione nei confronti delle persone pericolose per la sicurezza e la pubblica moralità» venga inserita anche la categoria delle prostitute accanto a quelle degli oziosi e vagabondi; di chi pratica traffici illeciti; dei delinquenti abituali; degli sfruttatori di prostitute e minori; degli spacciatori.

    SOGGETTI PERICOLOSI - Nell'emendamento insomma si legge che deve essere considerato soggetto pericoloso per sicurezza e moralità anche chi vive «del provento della propria prostituzione e venga colto nel palese esercizio di detta attività». I ‘soggetti pericolosì , secondo la legge in vigore, possono essere diffidati dal questore e, se trovati a delinquere fuori dei luoghi di residenza, possono essere allontanati con foglio di via obbligatorio e inibiti dal ritornare per un periodo massimo di tre anni. Per i disobbedienti scatta il carcere fino a sei mesi. Nella sentenza di condanna poi dovrà essere disposto che, una volta scontata la condanna, il «contravventore» dovrà essere rimpatriato. Se, nonostante la diffida del questore, il soggetto pericoloso non si ravvede cambiando vita, scatta la sorveglianza speciale che può essere accompagnata anche dalla misura del divieto di soggiorno in uno o più comuni o in una o più province. Fino all'obbligo di soggiorno in un determinato comune. La misura di prevenzione, che dovrà essere decisa dal giudice, non potrà essere inferiore a un anno e superiore a cinque.

    Bene, prendo atto con soddisfazione che alcuni presidenti di commissione leggono questo blog ;-)