Il ritorno di Carosello

caroselloCarmencita, Topo Gigio, Calimero, l'Omino coi Baffi, il Caballero misterioso, Unca Dunca: tutti soldati di un unico esercito, quello di Carosello, che ha educato il pubblico dei giovani, e meno giovani, per un ventennio. In ricordo di questi anni in cui l'Italia ha formato il proprio carattere, Guia Croce e Franco Rostagno hanno curato un dvd di 120 minuti che raccoglie il best of di Carosello e un libro di 120 pagine: il tutto, dal titolo “Carosello 1957-1977” (Einaudi). Nel libro Aldo Nove e Edmondo Berselli commentano quegli anni. A seguire, interviste ai protagonisti, attori e realizzatori, da Tognazzi a Arbore, da Baudo a Armando Testa.

A partire dalla prima puntata del 3 febbraio 1957, sulla Rai, gli italiani capiscono di essere un paese unico, attraverso i jingle pubblicitari, cantati come tormentoni estivi sotto l'ombrellone, e gli slogan televisivi, usati come intercalari da giovani e non. In un momento in cui l'Italia viveva la sua crescita economica, gli anni della contestazione studentesca, il primo passo dell'uomo sulla Luna, Carosello al pari dell'arte pop di Warhol usava le merci e il consumismo per avvicinarsi al suo pubblico ed educarlo (nel 1977 erano quasi 20 milioni gli spettatori, per metà bambini).

Il mezzo era una pubblicità ancora vergine da quegli inganni e da quelle sublimazioni cui la tv contemporanea ha abituato oggi i suoi spettatori. Ogni scenetta durava più o meno due minuti e solo nel codino finale c'era la pubblicità vera e propria con la vista del prodotto reclamizzato. Per l'animazione fu un'epoca gloriosa e certi personaggi, da Calimero a «e chi sono io, Jo Condor?», dal pianeta Papalla all'ombra della Lagostina dalla mitica matita di Osvaldo Cavandoli, a Carmencita non sono mai stati dimenticati. Non può mancare all'appello Calimero, il pulcino nero che reclamizzava il detersivo Ava, nacque nel '63, disegnato da Nino Pagot.

D'altro canto, gli spot non animati hanno visto i migliori nomi del cinema e del teatro italiano: da Vittorio Gassmann a Nino Manfredi, da Aldo Fabrizi a Virna Lisi, per non dimenticare Gino Bramieri e Franca Valeri. Ma Carosello dura solo venti anni, fino all'1 gennaio 1977, quando la Commissione di vigilanza Rai decide di chiudere il programma a causa della sua stessa anima, la pubblicità, decisamente troppa nell'orario di maggior ascolto. Solo una volta nella sua storia televisiva la programmazione di Carosello fu interrotta. Era il 1969 ed erano i giorni della strage di piazza Fontana.

Il successo di Carosello, comunque, non si ferma e l'eco dei suoi tormentoni continua, così come gli attori nati tra le sue quinte hanno affermato il loro successo. A riproporci tutto questo, Carosello 1957-1977, un libro e un dvd, un'antologia che ripercorre la storia italiana attraverso la pubblicità. Poi, tutti «a letto dopo Carosello», naturalmente.

di Giulia Fresca da Dazebao

Qui un'ampia rassegna di "amarcord" di Carosello

10 agosto 2008 · Patrizio Oliva

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