Il recupero crediti delle società telefoniche

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Da diverso tempo le compagnie telefoniche passano alle agenzie recupero crediti pratiche relative ad utenti che non avrebbero pagato canoni e bollette.

E' il nefasto risultato della “giungla telefonica” nella quale le compagnie si contendono ferocemente gli utenti considerando abbonato anche chi, contattato per telefono, ha chiesto semplicemente tempo per pensarci o l'invio di copia del contratto per esaminarlo.Da ciò nascono tremendi pasticci amministrativi.

Va rilevato che l'agenzia recupero crediti riceve dalla compagnia telefonica un semplice incarico di tentare di recuperare il presunto credito e quindi non ha alcun titolo per promuovere un'azione legale. In sostanza, non c'è la “cessione del credito” prevista dall'articolo 1264 del Codice civile, in base al quale la cessione ha efficacia solo se prevista dal contratto sottoscritto (che il supposto debitore non ha sottoscritto) o se notificata tramite raccomandata AR.

Il supposto debitore, però, entra in agitazione perché la lettera dell'Agenzia recupero crediti è minacciosa e piena di frasi e timbri che fanno pensare ad una vera e propria intimazione legale. Invece è tutta polvere negli occhi, comprensiva, ovviamente, di lucrose commissioni e interessi dovuti alla pomposa agenzia. A tale proposito, il Centro tutela consumatori e utenti (CTCU) di Bolzano fornisce alcuni consigli su come comportarsi.

Quando una società di recupero crediti vi chiama a casa, cercate di non dare seguito alla telefonata e abbassate gentilmente la cornetta del telefono: non siete tenuti ad ascoltare la telefonata, ancor meno se non siete titolari della linea telefonica.Se arriva a casa una lettera non raccomandata da una società di recupero crediti, che contiene un sollecito di pagamento (“costituzione in mora”) che preveda ulteriori oneri e spese per fatture di società di telefonia che avete pagato parzialmente o non avete pagato perché frutto di attivazioni non richieste, prima di tutto non ricontattate la società, potrebbe essere usata come prova di ricevimento della lettera.

Non fatelo per telefono, tanto meno, ovviamente per iscritto. Qualora a seguito della lettera vi chiamino per chiedere conferma del ricevimento non date seguito alla telefonata e se insistono, ricordategli che potreste prendere provvedimenti per molestie.

Ricordate che nel campo delle telecomunicazioni, è previsto per entrambe le parti un tentativo obbligatorio di conciliazione prima di adire alla giustizia ordinaria: le minacce dunque di un recupero forzato da parte di società di recupero crediti sono assolutamente infondate.

di Unione Nazionale Consumatori

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4 maggio 2009 · Chiara Nicolai

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