Protesto di un assegno - Il caso particolare dell'assegno postale

Il dpr 298/2002 (regolamento recante modifiche al dpr 144/2001 sui servizi di bancoposta) contiene norme relative agli assegni postali ed estende agli stessi le disposizioni che riguardano gli assegni bancari.

Anche per gli assegni postali quindi può scattare il protesto, con una distinzione.

Se l'assegno postale è presentato all'incasso presso una banca e risulta non coperto, la dichiarazione sostitutiva del protesto sarà redatta dal capostanza di compensazione di una delle filiali della banca d'Italia con sede a Roma o Milano, mentre se la negoziazione avviene presso uno sportello postale il protesto sarà levato da un levatore competente per territorio dove ha sede l'ufficio che ha emesso il titolo (stampato sull'assegno stesso).

Le modalità di cancellazione, nonchè di riabilitazione, sono comunque le stesse degli assegni bancari.

Tratto da ADUC - articolo originale

Per fare una domanda sul protesto e la sua pubblicazione, sui protestati, sui debiti e su tutti gli argomenti correlati, clicca qui.

17 agosto 2013 · Ludmilla Karadzic

Richiedi assistenza gratuita sugli argomenti trattati nell'articolo

Richiedi assistenza gratuita o ulteriori informazioni su protesto di un assegno - il caso particolare dell'assegno postale.

Commenti e domande dei lettori

Per porre una domanda sul tema trattato nell'articolo e visualizzare il form per l'inserimento, devi prima autenticarti cliccando qui. Potrai anche utilizzare le icone posizionate in basso nel pannello di registrazione, che ti consentiranno l'accesso diretto con un account Facebook, Google+ o Twitter.

  • maria serra 11 febbraio 2010 at 10:57

    Roma: protestati riabilitati con documenti falsi, 12 arresti delle Fiamme Gialle

    Riabilitavano le persone protestate prive dei necessari requisiti con un sofisticato sistema fraudolento. Questo è quanto scoperto dalla Guardia di Finanza del Comando Provinciale di Roma.

    Nell'operazione le Fiamme Gialle del Nucleo di Polizia Tributaria, hanno arrestato dodici persone ed eseguito decine di perquisizioni presso le abitazioni degli indagati e le sedi di numerose società.

    Gli arrestati, costituenti un vero e proprio sodalizio criminale, si occupavano di ricostruire la posizione dei soggetti protestati, consentendogli in tal modo di ottenere illecitamente la riabilitazione.

    Il tutto era reso possibile grazie alla produzione di falsa documentazione attestante inesistenti requisiti soggettivi ad opera di compiacenti funzionari pubblici in servizio presso alcuni municipi Capitolini e il Tribunale Civile di Roma.

    Qui, in particolare, operava un cancelliere, oggi in pensione, che assicurava l'emissione dei decreti di riabilitazione. L'esistenza di tale illecito meccanismo ha, nel tempo, determinato una abnorme confluenza, sulla Capitale, di istanze di riabilitazione di soggetti protestati provenienti da tutto il territorio nazionale.

    L'indebita ricostruzione della posizione soggettiva dei protestati si perfezionava mediante: la falsa attestazione della residenza dei protestati a Roma; la formazione di dichiarazioni sostitutive firmate da ignari creditori attestanti l'avvenuto pagamento dei titoli protestati; la produzione di falsi titoli di credito (assegni e cambiali); la formazione di artefatte levate di protesto recanti false firme di notai e inesistenti numeri di repertorio.

    Per la produzione dei falsi documenti, necessari per ottenere il decreto di riabilitazione protesti, i sodali si sono avvalsi anche della collaborazione di alcune stamperie Capitoline che hanno abusivamente riprodotto i sigilli di Stato ed i timbri comunali, utilizzati successivamente per la formazione degli atti falsi. L'attività fraudolenta non si è poi limitata al conseguimento della riabilitazione presso il Tribunale Civile.

1 2 3