Il cartello delle banche - Obiettivo: limitare la concorrenza

Spesso le banche sono state accusate di limitare la concorrenza o con accordi collusivi o con un vero e proprio cartello. Quest’ultimo è un'associazione fra produttori finalizzata a fissare prezzi e tariffe uguali in tutti i mercati ed è vietata dalla legge antitrust italiana del 1990.

Nel caso italiano, le regole di questo cartello sono contenute nelle cosiddette “Norme bancarie uniformi”, una sorta di codice civile parallelo che le banche hanno scritto a loro esclusiva convenienza, in base ad usi e tradizioni consolidate nel tempo, per regolare in modo uniforme i rapporti con la clientela.

Proprio quello che la libera concorrenza dovrebbe vietare. Ancora Catricalà usa parole di fuoco sul problema dei cartelli: “I cartelli non sono peccati veniali; sono gravi misfatti contro la società perché corrompono la libera competizione delle forze economiche sul mercato: negli Stati Uniti sono considerati fatti criminosi, puniti con la prigione». Ma tutto può preoccupare le banche meno che gli urli alla luna di Autorità e associazioni dei consumatori.

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  • luigi 8 luglio 2010 at 16:25

    L'Autorità pertinente aveva dichiarato, pochi mesi fa, l'illegale imposizione di interessi aggiuntivi per utilizzo dello scoperto sul proprio conto corrente bancario. La BNL cosa ha fatto? A chi ha concesso lo scoperto applica - a priori - la commissione di 75 € /anno distribuita in tre quadrimestri. Significa che se prima il correntista pagava soltanto se e quando utilizzava lo scoperto, adesso lo paga a prescindere, se lo utilizza o meno. Il tutto viene contrabbandato nel segno della “massima trasparenza” che, nel caso, non si capisce cosa voglia dire.

    Perdonatemi ma mi fa venire in mente la storia recente delle escort: sentendole nominare uno pensa alla Ford ma poi si accorge che la sostanza è sempre la stessa, non cambia se gli cambio il nome. Non ho trovato articoli di giornale al riguardo e non penso ci sarà mai una giusta Class Action da parte dell'Unione Consumatori o similari.

    A proposito di Banche e conti correnti: oggi i movimenti bancari avvengono tutti “on line”, tra le tre e le sette del mattino; pertanto l'accredito di un bonifico avviene automaticamente, senza operazioni di sportello. Una volta bisognava andare in banca nei gg lavorativi, oggi non più.

    Qual è il problema? Se capita che il 31 del mese è festivo la banca addebita il pagamento, per esempio della rata del mutuo, il giorno 30 (ultimo lavorativo). L'INPS invece accredita la pensione il 1 del mese successivo e se questo è festivo rinvia al primo giorno feriale.

    Un esempio: il 31 dicembre 2009 era un giovedì e il 4 gennaio 2010, lunedì, il primo giorno lavorativo successivo. Questo significa che un pensionato, in un periodo in cui trova difficoltà ad arrivare alla 4.a settimana del mese, è stato senza soldi anche nei primi 3 gg dell'anno; se poi ha il mutuo deve necessariamente pagare il balzello di 75 € (sic). Perché l'INPS non rispetta la scadenza considerando che il gioco della valuta oggi è insignificante? Mi piacerebbe un servizio o inchiesta in merito Grazie per l'attenzione. Cordiali saluti

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