Il pignoramento nel recupero crediti [Commento 11]

  • marina astolfi 14 ottobre 2009 at 13:42

    Il PIGNORAMENTO nel Recupero Crediti

    Per pignoramento si intende in diritto l'atto attraverso il quale ha inizio l'espropriazione forzata, ai sensi dell'art. 491 del codice di procedura civile.

    Si tratta in pratica di un'ingiunzione che l'ufficiale giudiziario espone al debitore, attraverso la quale viene obbligato al debitore stesso di astenersi da qualsiasi atto diretto a sottrarre i beni oggetto dell'espropriazione (e i frutti di esso), alla garanzia del credito indicato.

    Dal 2005 il pignoramento è stato riformato nella sua disciplina generale, aggiungendo alcuni adempimenti cui deve ottemperare l'ufficiale giudiziario che lo esegue.

    Il pignoramento consiste nella redazione, da parte dell'ufficiale giudiziario, di un verbale contenente l'ingiunzione e la descrizione dei beni pignorati, determinando approssimativamente il valore, eventualmente rivolgendosi ad un esperto in stime sempre deciso dall'ufficiale giudiziario.

    Il pignoramento ha inizio quando, su istanza del creditore, il giudice emette un decreto ingiuntivo di pagamento nei confronti del debitore, in base a una determinata documentazione fornita dalla banca.

    L'ingiunzione diventa immediatamente esecutiva dal momento della notifica, e deve contenere anche un invito al debitore di dichiarazione di residenza nel comune relativo alla sede del giudice competente. In mancanza di questo dato, ogni notifica verrà effettutata presso la cancelleria del giudice stesso.

    L'ingiunzione inoltre deve contenere l'avvertimento che il debitore stesso può fare richiesta di sostituire gli oggetti o i crediti pignorati con una corrispondente forma in denaro, pari all'importo dovuto più eventuali interessi e spese.

    Questa istanza va depositata in cancelleria, accompagnata da una somma maggiore di un quinto del credito.

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