Il pignoramento esattoriale - cosa è


Se non si paga una cartella esattoriale, entro 60 giorni dalla sua notifica, l’agente della riscossione puo’ mettere in atto le procedure esecutive che ritiene piu’ opportune al fine di riscuotere il dovuto.

Si va dal fermo amministrativo dell’auto all’iscrizione di ipoteca sulla casa, fino ad arrivare all’espropriazione forzata (pignoramento e vendita coattiva) dei beni immobili e mobili del debitore e dei suoi coobbligati.

Le regole sono quelle generiche previste dal codice di procedura civile per il pignoramento ordinario, a cui vanno aggiunge quelle piu’ specifiche, relative al pignoramento esattoriale, contenute negli articoli dal 49 al 76 del d.p.r. 602/73.

Sono quindi pignorabili i beni mobili presso il debitore, le cose del debitore presso terzi, i crediti del debitore presso terzi (comprendenti, oltre agli stipendi, i fitti e le pigioni dovute da terzi, etc.)  beni immobili e diritti reali immobiliari (usufrutto, nuda proprieta’) e rimangono valide le regole relative all’impignorabilità.

Cambiano, nel caso di pignoramento esattoriale, derivante dal mancato pagamento di una o più cartelle esattoriali,  le procedure. Nella procedura esattoriale:

  1. il pignoramento non puo’ aver luogo prima che siano decorsi 60 giorni dalla notifica della cartella esattoriale;
  2. il pignoramento può’ essere messo in atto, sui beni immobili, solo per debiti complessivi superiori agli 8 mila euro;
  3. se le somme iscritte a ruolo sono inferiori al 5% del valore dell’immobile, Equitalia deve prima iscrivere ipoteca e puo’ procedere col pignoramento solo dopo sei mesi, qualora ovviamente la cartella esattoriale non sia stata pagata;
  4. nel caso in cui il pignoramento venga messo in atto dopo un anno dalla notifica della cartella esattoriale, occorre la notifica di un preavviso contenente l’intimazione a pagare entro 5 giorni. Questo avviso perde efficacia se il pignoramento non segue entro 180 giorni dalla sua notifica;
  5. il pignoramento, inoltre, perde efficacia se dalla sua esecuzione trascorrono 120 giorni senza che sia stato fatto il primo tentativo (incanto) di vendita all’asta.

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Stai leggendo Il pignoramento esattoriale - cosa è Autore Simone di Saintjust Articolo pubblicato il 18 maggio 2011 Ultima modifica effettuata il 6 luglio 2014 Classificato nelle categorie pignoramento esattoriale - immobiliare e mobiliare Etichettato con tag , , , Archiviato nella sezione conseguenze dei debiti » pignoramento » pignoramento esattoriale Letture 1.012 Numero di commenti e domande: 1 Clicca qui per inserire un commento o porre una domanda.

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Commenti e domande dei lettori

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  • Annapaola Ferri 28 settembre 2012 at 16:39

    Pignoramento esattoriale illegittimo – Per la Cassazione Equitalia ed ente creditore devono risarcire danno morale al debitore escusso

    La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 9445 pronunciata il giorno 11.6.2012, ha stabilito la responsabilità di Equitalia e dell’Ente impositore in caso di esecuzione forzata illegittima. Il fatto. Un avvocato cita in giudizio un ente comunale e l’agente della riscossione (Equitalia), esponendo di aver subito un pignoramento mobiliare presso il proprio studio legale (dove erano presenti una collega, la figlia, pure avvocato, e la segretaria) in riferimento a un debito di circa mille euro relativo a sanzioni amministrative, debito che il Tribunale di Roma, con sentenza precedente al pignoramento, aveva dichiarato non dovuto; prima del pignoramento illegittimo l’avvocato aveva diligentemente trasmesso copia della sentenza al Comune, chiedendo l’annullamento dell’avviso di mora, con diffida dal compiere gli atti esecutivi. Il giudice di pace rigettava la domanda di risarcimento, e l’impugnazione della decisione di primo grado veniva rigettata dalla Corte di Appello; avverso la sentenza della Corte veniva proposto ricorso per cassazione. La sentenza.

    La Cassazione, con una sentenza innovativa, ha stabilito che il danno morale deve essere risarcito. Nel caso esaminato dalla Suprema Corte, infatti, la questione era palese, in quanto trattavasi di un pignoramento eseguito nonostante una sentenza dichiarativa della insussistenza del debito. Per la Corte il risarcimento da corrispondere può essere erogato anche solo per il danno morale, costituito dalla sofferenza per l’ingiustizia patita, in quanto, concretamente, una seria e diversa lesione non si era verificata; in particolare, non era stato leso l’onore del contribuente, poiché era palese ed incontrovertibile la erroneità del pignoramento e, in aggiunta, nessuno delle persone che avevano assistito al pignoramento (una collega, la figlia e la segretaria) avrebbero mai considerato l’avvocato quale evasore.

    Ma il danno morale sussiste comunque, a parere della Corte, ed è riconducibile ai danni conseguenti a fatti integranti reato. Per la Corte, infatti, non è necessaria una sentenza penale che accerti il fatto – reato, ma è solo necessario che il giudice chiamato a decide sul risarcimento riconosca gli estremi di un reato nel comportamento tenuto dall’amministrazione; senza dubbio non fermare l’esecuzione forzata, dopo una sentenza accertativa della inesistenza del debito ed una diffida da parte del contribuente all’ente impositore, integra il reato di omissione di atti di ufficio. Il principio di diritto, elaborato dalla Corte di Cassazione e che dovrà essere applicato dal giudice di rinvio, è il seguente: in tema di responsabilità civile e di richiesta di risarcimento del danno non patrimoniale, quando è prospettato un illecito-astrattamente riconducibile a fattispecie penalmente rilevanti e per il quale la risarcibilità del danno non patrimoniale è espressamente prevista dalla legge ai sensi dell’art. 2059 c.c., e art. 185 c.p. – spetta al giudice accertare, incindenter tantume secondo la legge penale, la sussistenza degli elementi costitutivi del reato. Se tale accertamento ha esito positivo e, quindi, il comportamento dell’ente impositore integra astrattamente un reato, il giudice deve procedere alla liquidazione del danno morale, condannando l’ente e l’agente di riscossione al relativo pagamento.