Il pignoramento esattoriale del conto corrente - la tutela dl debitore esecutato

Il pignoramento del conto corrente promosso dall'agente esattoriale (Equitalia) segue una procedura privilegiata rispetto a quella che deve adottare un normale creditore nel pignoramento presso terzi (articoli. 543 e seguenti del codice di procedura civile). Infatti, in base a quanto stabilito dell'articolo 72 bis del DPR 602/73 il concessionario della riscossione (Equitalia) può ordinare al terzo (nello specifico la banca) il pagamento di una somma in denaro senza citarlo in giudizio per verificare l'esistenza e la consistenza del credito che il debitore esecutato vanta nei suoi confronti.

Molto limitate risultano, in tale contesto, le tutele a cui il debitore esecutato può ricorrere, specie nel caso in cui il pignoramento presso terzi sia stato disposto a seguito del mancato pagamento di una cartella esattoriale mai notificata oppure non correttamante notificata .

Questo perchè all'articolo 2 del Dlgs numero 546/92 viene stabilito che restano escluse dalla giurisdizione tributaria le controversie relative agli atti dell'esecuzione successivi alla notifica della cartella esattoriale, da cui deriva l'impossibilità di poter impugnare il pignoramento - in quanto atto dell'esecuzione - dinanzi al giudice designato in materia di tributi.

E, d'altra parte, in campo tributario permane l'esclusione delle ordinarie opposizioni all'esecuzione e agli atti esecutivi pur previste dagli articoli 615 e 617 del codice di procedura civile (si legga in proposito l'articolo 57 del DPR numero 602/73).

L'unica carta da giocare, allora, potrebbe essere quella di impugnare dinanzi alla Commissione tributaria la cartella esattoriale presupposta al pignoramento, facendo presente al giudice tributario che si è venuti a conoscenza della stessa solo in quel momento e chiedendone l'annullamento per difetto di notifica. A questo punto il pignoramento privo di un valido titolo esecutivo dovrebbe venir meno.

Oppure, l'opposizione all'esecuzione deve essere azionata prima che sul conto, o sul libretto, confluiscano altri versamenti e prima che vengano effettuati ulteriori prelievi.

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  • sam 9 luglio 2013 at 21:21

    Buonasera. Il mio problema è questo : dopo sei anni ho ricevuto una lettera dall'Adisu di Salerno in cui mi chiedono la restituzione dei 600 euro (più le spese della mensa quindi credo di arrivare intorno agli 800 euro) ottenuti il primo anno universitario per reddito nullo non avendo ottenuto 20 crediti. Ma possono chiederli dopo tanti anni?
    Non avendo più quel denaro ovviamente e essendo io disoccupata e figlia di disoccupati, e non essendo in possesso di nessun bene a me intestato (solo la casa intestata a mio padre), non ho denaro in banca nè alla posta, se non li restituisco cosa possono fare?
    Puntualizziamo, non è che non voglio restituirli perchè sono una ladra ma perchè proprio non li ho!!!
    So anche che non è una cifra altissima ma per me che non ho un lavoro e non ho assolutamente nulla è davvero un grade guaio!!!Non so dove andare a prenderli questi soldi.. Ho letto su questo sito che non avendo un conto corrente e nulla intestato non potrebbero farmi nulla, ma un domani, come io spero,se riuscissi a trovare un lavoro, non in nero, cosa mi toglierebbero? il mio debito aumenterà ancora di più con il tempo?
    Grazie mille!

    • Simone di Saintjust 10 luglio 2013 at 00:23

      Non deve stare a giustificarsi. Nelle sue condizioni, a fronte della mancata restituzione della pretesa, possono farle solo il classico "baffo".

      In futuro, quando troverà lavoro (a tempo indeterminato e non in nero) e se l'ADISU non avesse lasciato, nel frattempo, cadere in prescrizione il proprio credito, lei potrà pagare a rate con il decimo pignorato del suo stipendio.

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