Il tribunale di sulmona ritiene che, al verificarsi di determinate condizioni, la pensione accreditata in conto corrente non perde la sua funzione assistenziale

Secondo l'indirizzo prevalente, condiviso anche dalla giurisprudenza di legittimità (come abbiamo già avuto modo di leggere nel precedente paragrafo) quando le somme di danaro vengono versate su di un conto corrente o su di un libretto postale, perdono la loro peculiarità, confondendosi con il restante patrimonio dell'esecutato.

Il Tribunale di Sulmona, con l'ordinanza numero 120 del 20 marzo 2013, assume, invece, una posizione aderente all'orientamento minoritario secondo cui la natura privilegiata del rateo pensionistico permane anche se la medesima viene accreditata su di un conto corrente o un libretto di deposito, purché la natura del credito sia immediatamente riconoscibile per denominazione ed importo e purché non vi siano all'attivo voci diverse dall'accredito della pensione o prelievi subito dopo il deposito della somma.

Scrivono, infatti, i giudici abruzzesi il pignoramento non potrebbe eccedere il quinto della somma accreditata in un conto corrente (bancario o postale) purché la natura del credito fosse immediatamente identificabile e riconoscibile come tale per denominazione e importo. Solo alle accennate condizioni la somma non perderebbe le proprie caratteristiche nelle quali è compresa quella della pignorabilità nei limiti massimi previsti dalla legge.

Con ulteriori versamenti e/o prelievi successivi all'accredito della pensione, invece, il titolare del conto corrente manifesterebbe la volontà di disporre delle somme percepite o di cumularne l'importo con il restante patrimonio, dimostrando così che la pensione avrebbe già assolto alla propria funzione assistenziale. E' chiaro, infatti, che con il prelievo anche la giacenza perde l'originario connotato assistenziale, poiché essa sarebbe destinata al risparmio, il quale, per definizione, non soddisfa i bisogni immediati e vitali di colui che accumula il capitale.

Quindi, in pratica, per evitare il pignoramento dell'intera pensione accreditata su conto corrente o libretto postale, l'opposizione all'esecuzione deve essere azionata prima che sul conto, o sul libretto, confluiscano altri versamenti e prima che vengano effettuati ulteriori prelievi.

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Stai leggendo Il tribunale di sulmona ritiene che, al verificarsi di determinate condizioni, la pensione accreditata in conto corrente non perde la sua funzione assistenziale Autore Simonetta Folliero Articolo pubblicato il giorno 22 aprile 2013 Ultima modifica effettuata il giorno 19 giugno 2016 Classificato nella categoria pignoramento del conto corrente bancario o postale Inserito nella sezione pignoramento del sito la comunità dei debitori e dei consumatori italiani.

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