Alcune importanti precisazioni sullo stop al pignoramento del conto corrente deciso da equitalia

Come abbiamo avuto modo di leggere nelle sezioni precedenti, le norme antiriciclaggio ed antievasione, attualmente in vigore, costringono lavoratori dipendenti e pensionati all'accredito obbligatorio, di stipendi e pensioni che superino i 1000 euro mensili, su conti correnti bancari e postali.

Di questo obbligo, nel silenzio della legge, hanno sempre più frequentemente approfittato, negli ultimi tempi, sia Equitalia che i creditori ordinari (banche, finanziarie, privati). I quali, invece di avviare procedure giudiziali di riscossione coattiva finalizzate al pignoramento di stipendi e di pensioni, entro i limiti di legge, hanno pensato bene di "aggredire" direttamente il conto corrente del debitore esecutato.

Equitalia, con una nota interna, ha disposto, con decorrenza immediata, che per i debitori lavoratori dipendenti e pensionati non si proceda, in prima battuta, a pignoramenti presso istituti di credito e Poste. Tali azioni di riscossione coattiva saranno attivabili solo dopo che sia stato effettuato il pignoramento presso il datore di lavoro o l'ente pensionistico, e qualora, in ragione delle trattenute accreditate, il reddito da stipendio e da pensione risulti pari o superiore ai 5 mila euro mensili.

Tuttavia, vale la pena precisare che:

  1. i creditori ordinari, quali banche, finanziarie e privati, nonché le altre società di riscossione (per esempio, quelle che hanno ottenuto la concessione della riscossione da parte dei Comuni) potranno continuare ad eludere i limiti di pignorabilità previsti per stipendi e pensioni, aggredendo direttamente il conto corrente del debitore esecutato;
  2. la circolare Equitalia tace sui pignoramenti di conto corrente già eseguiti per i quali è presumibile attendersi che non vi sarà alcun ripensamento;
  3. bisogna prendere atto della contraddizione in termini creatasi a livello normativo: si prevedono rigidi limiti ai pignoramenti di stipendi e pensioni per il recupero dei crediti, ma ci si dimentica che esiste l'obbligo del versamento di stipendio e pensione sul conto corrente. Conseguenza inevitabile è stata il pignoramento "tout court" dell'intero stipendio o dell'intera pensione. A questa distorsione non può supplire certamente il buon senso di parte. La circolare interna Equitalia non è una legge ma solo un codice di autoregolamentazione e, come tale, non è azionabile e applicabile dal giudice. Pertanto, se Equitalia dovesse disattendere l'impegno affidato alla nota interna, il debitore esecutato non potrebbe in alcun modo opporsi al pignoramento del conto corrente nel quale confluisce il proprio stipendio o la propria pensione.

22 aprile 2013 · Simonetta Folliero

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equitalia – stop al pignoramento del conto corrente per redditi inferiori a 5 mila euro

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