Per la Corte di cassazione il compenso va calcolato sul valore effettivo della controversia

Fatto sta, comunque, che i giudici della Corte di cassazione, con la sentenza 20302/14, hanno dato ragione all'avvocato e torto al suo cliente, il quale pretendeva, ohibò, di corrispondere al proprio legale un onorario commisurato al lavoro svolto secondo le tariffe professionali che, peraltro, vengono fissate dal CNF.

Secondo i giudici di legittimità è da ritenersi ingiustificata la liquidazione del compenso dovuto sulla base del valore della domanda quando notevolmente divergente da quello della causa. In questo caso è necessario liquidare gli onorari a carico del cliente in base al valore effettivo della controversia perché tale valore risulta manifestamente diverso da quello presunto.

Seguono altre considerazioni giuridiche che evito di riportare per il profondo rispetto che porto verso l'intelligenza dei pochi lettori che ci seguono. Resta l'amarezza di non aver ancora compreso se il patto di quota lite sia oggi valido o meno, anche se, sempre con amarezza, ho ben compreso, ancora una volta (ma non ce n'era bisogno), come girano gli affari di giustizia in questo paese.

10 ottobre 2014 · Marzia Ciunfrini

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