Come gli avvocati possono pattuire il compenso con i propri clienti

Il Consiglio Nazionale Forense (CNF) ha sempre condotto una battaglia non solo ideologica, senza riserve, al patto di quota lite, definendo nel dettaglio le modalità con cui gli iscritti (gli avvocati, per obbligo) possono pattuire il proprio compenso con cliente.

In pratica, il CNF ha ritenuto non proponibile l'accordo in cui il cliente promette al proprio legale, ad esempio, il 20% di quanto il giudice gli riconoscerà in sentenza nei confronti della controparte, mentre ha dato la propria benedizione al patto con cui il cliente promette all'avvocato il 20% di quanto egli, nella domanda giudiziale, chiede alla controparte, sebbene ancora non sia quantificato l'importo concreto che, alla fine del giudizio, il giudice gli riconoscerà (sempre ammesso che si vinca la causa).

Sfracelli e sanzioni sono state minacciate, nel tempo, verso coloro (ben pochi avvocati, a dire il vero) che non si sarebbero adeguati alle direttive del CNF.

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Stai leggendo Come gli avvocati possono pattuire il compenso con i propri clienti Autore Marzia Ciunfrini Articolo pubblicato il giorno 10 ottobre 2014 Ultima modifica effettuata il giorno 19 giugno 2016 Classificato nella categoria difendersi dai creditori con il gratuito patrocinio - assistenza legale Inserito nella sezione tutela dei beni del debitore del sito la comunità dei debitori e dei consumatori italiani.

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