Il futuro dei giovani italiani: bamboccioni per forza

Si chiama Massimo, ha 32 anni e vive a Rimini, lavora felicemente come operaio in una fabbrica. Dice "felicemente" perché si rende conto che non tutti i suoi coetanei possono vantare un lavoro, come il suo, considerato ""sicuro". Vive con i genitori, in una casa grande, ma non può fare le scelte che vorrebbe: non ha libertà. Ed è da un po' di tempo che si sento dire, da tutte le parti, che i giovani della sua generazione sono "legati alla gonna della mamma", che non hanno gli attributi, il coraggio di abbandonare il tetto dei genitori, la voglia di mettersi in gioco... Ha allora pensato di fare qualche conto per vedere se è vero, e ha provato a calcolare: quanto guadagnano in media i ragazzi della sua età; quanto costa, in media, una casa nella sua zona; quanto, si spende in media per mangiare, vestirsi, bollette, macchina, assicurazioni e svago.... Poi ha abbandonato l'analisi statistica, "perché in fondo una media è un numero", e allora è partito dalla sua situazione, dal "suo orticello". Si è recato allora in diverse banche, e ha chiesto informazioni per un mutuo casa, sentendosi chiedere una cifra pari a circa il 70% del suo stipendio, per un mutuo di 30 anni!!! Poi gli hanno chiesto la firma dei genitori, quindi deve rimanere comunque legato alla gonna di sua mamma. (Giusto per puntualizzare: la casa presa in considerazione era un bilocale, ancora da arredare).

Si chiede: "Come faccio con il restante 30% a pagare assicurazioni, bollo, bollette e spese varie? Inoltre devo fare affidamento sul fatto che la mia amata automobile non mi abbandoni fino almeno al 2038". La conclusione: non può andarsene di casa.

Non vuole "essere tragico, distruttivo o pessimista", desidera "solo far capire che è veramente difficile da soli, che sono, anzi siamo, praticamente obbligati da questa situazione a chiedere aiuto alla famiglia (quando, come nel mio caso, fortunatamente è disposta a farlo), ma ritengo questa cosa non giusta!!!" Quasi tutti i suoi amici, conoscenti e colleghi vive in un appartamento dei genitori, o comprato grazie ai genitori, o vive ancora con i genitori...

Ha pensato anche di lanciare una iniziativa: invita chi concorda con lui a mettere - questo week-end - un nastrino giallo allo specchietto dell'auto. Potrebbe essere un primo segno di condivisione silenziosa, ma decisa. Sta inoltre organizzando un incontro per la sera del 21 febbraio con i giovani della sua provincia, per avere un confronto su problematiche quali il costo della vita, del lavoro, della casa. A breve anche la messa on-line di un forum dove sia possibile confrontare idee ed esperienze.

21 agosto 2008 · Antonio Scognamiglio

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