Fallimento del debitore consumatore e la cancellazione dei debiti – una soluzione al sovraindebitamento [Commento 1]

  • augusto spada 2 settembre 2009 at 14:49

    L'allarme di Adiconsum sui prestiti facili concessi dalle finanziari online: "Internet fa crescere l'indebitamento e il rischio di insolvenza". Tanto che l'associazione torna a chiedere all'Abi e all'Assofin di sottoscrivere un accordo per estendere alle famiglie la moratoria del credito concessa alle imprese.

    Bastano una busta paga, una connessione Internet, un pò di incoscienza, e il ‘fallimentò personale è servito. On line, quella dei prestiti facili concessi dalle finanziarie è ormai una giungla, con offerte allettanti ma con tassi di interesse spesso border line con l'usura: "Internet fa crescere l'indebitamento e il rischio di default, soprattutto con operazioni come la cessione del quinto e la delegazione di pagamento che impegnano direttamente parte dello stipendio senza adeguate verifiche", spiega all'ADNKRONOS il responsabile credito di Adiconsum, Fabio Picciolini.

    Il risultato è una overdose di credito a buon mercato che rischia di far saltare il bilancio precario di tante famiglie italiane. Tanto che l'Adiconsum torna a chiedere con forza all'Abi, e quindi anche all'Assofin, di sottoscrivere un accordo per estendere alle famiglie la moratoria concessa alle imprese. Il rischio, sempre più concreto, è che non si arrivi alla fine del mese.

    A maggior ragione, in un contesto di difficoltà crescenti. "L'autunno si presenterà per molte famiglie particolarmente difficile. In assenza di una ripresa reale, molti saranno i contratti e le casse integrazione che rischiano di tramutarsi in perdita del posto di lavoro", avverte l'associazione dei consumatori. Come avviene nel caso, documentato, denunciato all'ADNKRONOS. Con una sola busta paga da 1.600 euro nette, inoltrate nel giro di poche settimane richieste a tre finanziarie, e dichiarata l'esistenza degli altri finanziamenti, è stata ottenuta l'autorizzazione a tre prestiti per una vacanza, l'acquisto di un'auto e la ristrutturazione di una casa. Rispettivamente, 5.000 euro in 48 rate da 125,10 euro, 25.000 euro in 84 rate da 401,60 euro, 30.000 euro in 84 rate da 482 euro. In totale, fanno 60.000 euro con una rata mensile complessiva di 1008,70 euro e 20.227,20 euro di interessi. Tirate le somme, il fallimento è praticamente assicurato.

    Anche se gli slogan sono spesso equivoci, ‘poche domande tante rispostè , ‘prestito alla velocità della lucè , ‘soddisfatti senza alcuna garanzià , nulla di illegale e nessun sospetto di truffa. Almeno per le finanziarie prese in esame che sono tutte iscritte all'Ufficio Italiano Cambi e associate all'Assofin, l'associazione di categoria. Per ottenere un prestito basta avere una busta paga, ma sono previste anche formule per chi non può dimostrare il proprio reddito, per sottoscrivere diversi finanziamenti e ritrovarsi, nel giro di pochi mesi, con un sovraccarico di rate. Un'ipotesi, peraltro, che le stesse finanziarie tendono a minimizzare. Massima libertà per il cliente: può saltare una rata, modificarne l'importo, variare la durata del prestito, ma anche estinguere anticipatamente senza pagare alcuna penale. Condizioni tanto invitanti quanto pericolose. Ovviamente, è tutto più semplice se per una bolletta non pagata non si è finiti nel database di qualche centrale rischi. In questo caso, però, spendendo qualcosa in più e ampliando leggermente la ricerca si può ripiegare sull'offerta più spregiudicata, quella che garantisce assistenza anche ai cattivi pagatori, con tanto di portale internet dedicato ai Prestiti per i protestati. Il problema principale è che diverse finanziarie consentono il finanziamento anche a chi ne ha uno già in essere. Così, lasciandosi un pò prendere la mano, si può partire da un elettrodomestico, passare a una vacanza esotica e finire con il perdere la testa per una macchina nuova.

    Da qui all'insolvenza, poi, il passo può essere breve. Anche perché non è poi così semplice come sembra valutare correttamente il tasso di interesse effettivo del finanziamento: l'utente si deve confrontare con il TAN, il tasso annuale, e il TAEG, il tasso annuo effettivo globale. Sono due indicatori fondamentali, ma spesso per tanti restano due sigle poco comprensibili. Il TAN e il TAEG quantificano il tasso di interesse di un prestito personale. Ma il primo, più pubblicizzato, è molto meno importante del secondo, spesso relegato in fondo alle comunicazioni d'offerta. TAN: sta per "tasso annuale". E' quel tasso di interesse espresso in percentuale sul credito concesso al cliente. Normalmente, per valutare bene la convenienza di un finanziamento, non basta conoscere solamente la misura del tasso annuale applicato dal creditore. Tutte le offerte che vengono presentate, tutti i tassi che vengono scritti, tuttavia, riportano sempre e comunque il TAN. TAEG: sta per "tasso annuo effettivo globale". E' il tasso che misura tutta una serie di oneri, che di solito sono presenti, tipo le spese di istruttoria della pratica per il finanziamento, spese di assicurazione e garanzia, spese di riscossione delle rate.

    Il calcolo del TAEG, ora Indice Sintetico di Costo (ISC), non è molto facile, anche se si tratta di trovare quel tasso di interesse che rende uguali la somma del credito concesso al cliente, con la somma complessiva che il cliente dovrà rimborsare alla scadenza. La presenza di questi oneri può far cambiare, di molto, il tasso dell'operazione, ovvero quello che, in concreto, ciascuno andrà a pagare alla società o alla banca che gli ha concesso il finanziamento. La legge stabilisce che, a garanzia del consumatore, gli annunci pubblicitari e le offerte effettuati con qualsiasi mezzo, devono indicare anche il TAEG ed il relativo periodo di validità delle promozioni stesse. Ma questo tasso in genere viene scritto, in piccolo, in basso alla comunicazione in caratteri spesso microscopici.

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