Il fallimento personale negli stati uniti

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Negli Usa il privato cittadino che non riesce più a pagare le rate dei propri debiti può chiedere al tribunale di vendere le proprie proprietà e distribuire il ricavato ai creditori, in modo da ottenere la possibilità di ricostituire un merito di credito. Si tratta di una sorta di "fallimento" personale che viene gestito attraverso il ricorso alle procedure descritte dal settimo capitolo (Chapter 7) del Codice fallimentare Usa. In alternativa, in base al Capitolo 13 (Chapter 13) i privati con fonti di reddito regolari possono chiedere ai giudici civili di bloccare l'escussione dei debiti senza dover liquidare il proprio patrimonio per un periodo di tempo prefissato, dai tre ai cinque anni, durante il quale non potranno accedere al credito ma saranno tenuti a rimborsare quanto dovuto ai creditori. È un meccanismo simile a quello delle imprese che possono ricorrere all'undicesimo capitolo (Chapter 11) del medesimo Codice.

Molti debitori statunitensi, schiacciati da debiti insanabili creati da interessi del 18-23%, sono i migliori clienti per le banche: fedeli o meglio «incatenati», sono una perenne fonte di guadagno.

«Ogni giorno mi offrono due o tre nuove carte di credito, American Express, Diner’s, Mastercard: è una tentazione», dice Laura Fogle. Eppure Laura è proprio la persona da cui le banche dovrebbero star lontane: la donna, nubile con due figli, era così indebitata che ha fatto (come permette la legge americana) fallimento personale: ossia ha ottenuto di non pagare i precedenti debiti contratti con le carte di credito.

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