Il divorzio dei Comuni da Equitalia non sarà un affare per i cittadini [Commento 3]

  • Carla Benvenuto 3 ottobre 2012 at 09:47

    Quelli che prenderanno il posto di Equitalia

    Genova, riscuotevano l'Ici ma poi si intascavano i soldi: cinque arrestati - La Guardia di Finanza ha scoperto una maxi frode organizzata dall'amministratore della "Tributi Italia spa". Le tasse non venivano versate ai comuni. Il danno è di oltre 100 milioni di euro, l'appropriazione pari a 20. I dipendenti dell'azienda sono stati per lo più licenziati dopo il fallimento.

    Le “tasse” usate per fare la bella vita. Giuseppe Saggese, amministratore della “Tributi Italia spa”, aveva escogitato un meccanismo perfetto per arricchirsi riscuotendo l'Ici. I soldi della tassa sulla casa (che è stata sostituita dall‘Imu) invece di finire nelle casse pubbliche venivano spesi in auto di lusso, yacht, vacanze da sogno e feste. Per Saggese, amministratore di fatto della società, e altre quattro persone sono però scattate le manette per peculato e reati fiscali. Altre quattro persone sono state invece denunciate dalla Guardia di Finanza di Genova.

    Il danno accertato dagli investigatori è di 100 milioni di euro a carico di 400 comuni italiani, che avevano affidato alla società la riscossione delle proprie entrate. L'azienda, una volta introitate le somme provenienti dalla riscossione tributaria, anziché riversarle agli enti a cui spettavano, al netto dell'aggio di sua competenza, le tratteneva sui propri conti correnti. I fondi, poi, attraverso rapporti, privi di effettive ragioni economiche con altre società, riconducibili all'amministratore di fatto dell'impresa, finivano nelle sue tasche. La “truffa” avveniva grazie a operazioni con imprese collegate, spesso documentate come consulenze o piani di riorganizzazione aziendale ed operazioni societarie di natura straordinaria, come aumenti di capitale e costituzione di nuove società, risultate funzionali, anche queste, a distrarre ingenti somme.

    L'impresa di riscossione, a causa delle numerose denunce presentate nei suoi da parte di vari Comuni vittime delle sottrazioni e che gli avevano anche revocato le concessioni per l'esazione tributaria, è stata dichiarata fallita dal Tribunale di Roma. L'indagine ha stabilito che almeno 20 milioni di euro sono stati “rubati”. Secondo gli inquirenti il dominus della maxi frode non badava a spese, con prelievi giornalieri dai conti della società anche di 10.000 euro in denaro contante, autovetture di lusso, yacht ed aerei privati, soggiorni in località prestigiose, feste mondane e concerti. Invece molti circa 1000 dipendenti di Tributi Italia spa sono stati licenziati, molti altri sono in cassa integrazione, mentre alcuni comuni sono arrivati sull'orlo del dissesto finanziario. Gli arresti sono stati eseguiti su ordine del gip del Tribunale di Chiavari, Fabrizio Garofalo, che ha accolto la richiesta di custodia cautelare avanzata dal pm di Chiavari Francesco Cozzi. La Guarda di Finanza ha sequestrato beni e denaro per 9 milioni.

    da Il Fatto Quotidiano - redazione di Genova

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