Il contenuto dell'istanza di interpello

L'istanza deve espressamente fare riferimento alle disposizioni che disciplinano il diritto di interpello e deve contenere:

  1. i dati identificativi dell'istante ed eventualmente del suo legale rappresentante, compreso il codice fiscale;
  2. l'indicazione della tipologia di interpello (si veda la prima sezione dell'articolo);
  3. la circostanziata e specifica descrizione della fattispecie;
  4. le specifiche disposizioni di cui si richiede l'interpretazione, l'applicazione o la disapplicazione;
  5. l'esposizione, in modo chiaro ed univoco, della soluzione proposta;
  6. l'indicazione del domicilio e dei recapiti anche telematici dell'istante o dell'eventuale domiciliatario presso il quale devono essere effettuate le comunicazioni dell'amministrazione e deve essere comunicata la risposta;
  7. la sottoscrizione dell'istante o del suo legale rappresentante ovvero del procuratore (generale o speciale) incaricato. In questo ultimo caso, se la procura non è contenuta in calce o a margine dell'atto, essa deve essere allegata allo stesso.

All'istanza di interpello è allegata copia della documentazione, non in possesso dell'amministrazione procedente o di altre amministrazioni pubbliche indicate dall'istante, rilevante ai fini della risposta. Nei casi in cui la risposta presupponga accertamenti di natura tecnica, non di competenza dell'amministrazione procedente, alle istanze devono essere allegati altresì i pareri resi dall'ufficio competente.

Nei casi in cui le istanze siano carenti dei requisiti di cui alle lettere b), d), e), f) e g), l'amministrazione invita il contribuente alla loro regolarizzazione entro il termine di 30 giorni. I termini per la risposta iniziano a decorrere dal giorno in cui la regolarizzazione è stata effettuata.

Se la regolarizzazione non viene effettuata entro i 30 giorni, l'istanza di interpello è dichiarata inammissibile.

7 gennaio 2016 · Ludmilla Karadzic

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