Il decreto ingiuntivo nel recupero crediti [Commento 7]

  • giovanni cenci 14 settembre 2009 at 19:16

    Il procedimento di ingiunzione, finalizzato ad ottenere il decreto ingiuntivo, è disciplinato dall'art. 633 c.p.c. e seguenti.

    Secondo la richiamata norma il decreto ingiuntivo può essere concesso a patto che ricorrano determinate condizioni.

    Dette condizioni riguardano, essenzialmente, il diritto che si intende far valere e la prova su cui il diritto si fonda.

    Per quanto concerne il primo aspetto, in base al comma 1 dell'art. 633 c.p.c. il procedimento d'ingiunzione può essere attivato soltanto per far valere un credito. Occorre precisare che la nozione di credito deve essere intesa in senso ampio, cioè come prestazione dovuta da un terzo.

    Inoltre il credito deve essere esigibile, deve cioè avere ad oggetto una somma di denaro o una quantità di cose fungibili.

    Per quanto concerne la somma di denaro deve essere liquida, cioè determinata nel suo ammontare, per quel che riguarda la quantità di cose fungibili deve essere anch'essa determinata.

    Ove i sudetti requisiti non concorrano il decreto ingiuntivo non può essere concesso.

    Quanto alla prova, il diritto fatto valere deve essere determinato mediante prova scritta. Tale concetto è piuttosto ampio e sono innumerevoli le pronunce giurisprudenziali sull'argomento.

    Il procedimento d'ingiunzione è introdotto con ricorso, e si conclude con decreto (Decreto Ingiuntivo), che deve essere impugnato, nel termine perentorio di 40 giorni dalla sua notifica, mediante citazione in opposizione a decreto ingiuntivo.

1 5 6 7 8

Torna all'articolo