Un esempio pratico di opposizione al decreto ingiuntivo - Recupero crediti di parcella professionale vanificato perché mancava prova del conferimento di incarico

Un commercialista era riuscito ad ottenere un decreto ingiuntivo nei confronti del titolare di un'azienda per il pagamento degli onorari professionali imputabili alle consulenze erogate.

Il debitore aveva presentato, nei termini, opposizione al decreto ingiuntivo ed i giudici d'appello avevano accolto i rilevi del ricorrente eccependo, fra l'altro, che il commercialista non aveva fornito la prova né del conferimento dell'incarico, né dell'effettivo espletamento dello stesso, né del contenuto della contabilità e né, infine, del compenso convenuto.

Il creditore si era allora rivolto alla Corte di Cassazione. I giudici di piazza Cavour, con la sentenza numero 2471 del 1° febbraio 2013, hanno rigettato il ricorso contro la decisione dei giudici di appello, ritenendo che il commercialista avrebbe dovuto provare il conferimento dell'incarico, l'effettivo espletamento dello stesso e la determinazione del compenso, togliendo qualsiasi legittimità alla pretesa del pagamento della parcella.

Se il debitore non avesse presentato opposizione al decreto ingiuntivo, avrebbe vissuto tutt'altra storia ...

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5 luglio 2013 · Paolo Rastelli

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  • Annapaola Ferri 24 ottobre 2012 at 17:35

    Decreto ingiuntivo - Se il creditore è un professionista (notaio, avvocato, ingegnere, geometra, etc.) non è più necessario il rilascio di un parere di congruità della parcella da parte dell'Ordine di appartenenza

    A partire dal 24 ottobre 2012, infatti, è entrata in vigore la riforma sulla liberalizzazione delle tariffe professionali (legge n. 27/2012) ed il Tribunale di Varese, con decreto emesso in data 11 ottobre 2012, ha ritenuto tacitamente abrogati

    1. 1. l'articolo 634 del codice di procedura civile nella parte in cui, come condizione di ammissibilità del ricorso per decreto ingiuntivo da parte di un professionista, imponeva che il credito dovesse riguardare onorari, diritti o rimborsi spettanti ai notai a norma della loro legge professionale, oppure ad altri esercenti una libera professione o arte, per la quale esiste una tariffa legalmente approvata;
    2. 2. l'articolo 636 del codice di procedura civile che obbligava il creditore professionista a presentare istanza per decreto ingiuntivo accompagnata dalla parcella delle spese e prestazioni, munita della sottoscrizione del ricorrente e corredata dal parere della competente associazione professionale se l'ammontare delle spese e delle prestazioni non è determinato in base a tariffe obbligatorie.

    Il creditore professionista, pertanto, può presentare richiesta di decreto ingiuntivo nei confronti del proprio cliente, che si è sottratto al pagamento delle prestazioni erogate, senza l'obbligo depositare in tribunale la parcella corredata dal parere del consiglio dell'ordine di appartenenza, così come era previsto dagli art. Art. 634 e 636 del codice di procedura civile.

    Sarà sufficiente che il professionista attesti l'insorgenza della pretesa esibendo il contratto professionale stipulato con il cliente ed il preventivo scritto. Si tratta, peraltro, di obblighi previsti all'art. 9 della medesima legge 27/2012.

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