Come ci si oppone al decreto ingiuntivo

Può essere fatta nello stesso ufficio da cui proviene il decreto, presentando atto di citazione da notificare al domicilio della controparte tramite ufficiale giudiziario, che, a sua volta, deve notificare l'avviso dell'opposizione al cancelliere, perché lo annoti sull'originale del decreto.

Il giudizio si svolgerà secondo il procedimento ordinario, davanti al giudice a cui ci si è rivolti. I termini di comparizione sono ridotti della metà (non meno di 30 giorni dalla notifica dell'udienza).

Se non viene presentata alcuna opposizione nei termini (o se l'opponente, successivamente, non si costituisce in causa) il giudice, dietro richiesta del ricorrente, dichiara esecutivo il verbale. In assenza di opposizione, perché si ritiene che la notifica non sia andata a buon fine, si deve presentare una nuova notifica.

Una volta dichiarato esecutivo il decreto, non ci può essere opposizione, salvo il caso in cui l'interessato provi di non averne ricevuto tempestiva notifica -per irregolarità della stessa, per caso fortuito o per forza maggiore. L'esecuzione verrà così sospesa. L'opposizione, comunque, non è ammessa dopo 10 giorni dal primo atto esecutivo.

Se l'opposizione non è fondata su prova scritta o di pronta soluzione, il giudice può concedere -con ordinanza non impugnabile- l'esecuzione provvisoria del decreto. Quest'ultima deve essere concessa se il richiedente offre cauzione per coprire eventuali danni. Su istanza dell'opponente il giudice può -con ordinanza sempre non impugnabile- sospendere l'esecuzione provvisoria del decreto.

Nel corso del giudizio di opposizione è possibile che le parti trovino un accordo e giungano ad una conciliazione. Il tal caso -con ordinanza ancora non impugnabile- il giudice dichiara o conferma l'esecuzione del decreto oppure riduce la somma -o quantità - precedentemente stabilita. Restano valide le garanzie, atti ed ipoteche iscritte fino a concorrenza della nuova somma -o quantità . Questa riduzione dovrà essere annotata nei registri immobiliari.

Se l'opposizione viene rigettata con sentenza passata in giudicato -o provvisoriamente esecutiva- il decreto acquista efficacia esecutiva -se già prima non l'aveva. Se l'opposizione è accolta solo in parte, il titolo esecutivo è costituito esclusivamente dalla sentenza e non dal decreto. Gli atti compiuti in base al decreto restano comunque validi. In tal caso le spese -anche relative al decreto ingiuntivo- sono liquidate in sentenza.

I titoli che comportino un'esecuzione anche provvisoria danno diritto ad iscrivere ipoteca.

Il decreto esecutivo di ingiunzione può essere impugnato per

  • dolo nei confronti delle parti,
  • contrarietà ad altra sentenza, precedente, passata in giudicato
  • dolo del giudice.

Può essere fatta opposizione anche da parte di un terzo, se ad essere pregiudicati sono i suoi diritti.

Richiedi assistenza gratuita sugli argomenti trattati nell'articolo

Richiedi assistenza gratuita o ulteriori informazioni su come ci si oppone al decreto ingiuntivo.

Commenti e domande dei lettori

Per porre una domanda sul tema trattato nell'articolo e visualizzare il form per l'inserimento, devi prima autenticarti cliccando qui. Potrai anche utilizzare le icone posizionate in basso nel pannello di registrazione, che ti consentiranno l'accesso diretto con un account Facebook, Google+ o Twitter.

  • Annapaola Ferri 24 ottobre 2012 at 17:35

    Decreto ingiuntivo - Se il creditore è un professionista (notaio, avvocato, ingegnere, geometra, etc.) non è più necessario il rilascio di un parere di congruità della parcella da parte dell'Ordine di appartenenza

    A partire dal 24 ottobre 2012, infatti, è entrata in vigore la riforma sulla liberalizzazione delle tariffe professionali (legge n. 27/2012) ed il Tribunale di Varese, con decreto emesso in data 11 ottobre 2012, ha ritenuto tacitamente abrogati

    1. 1. l'articolo 634 del codice di procedura civile nella parte in cui, come condizione di ammissibilità del ricorso per decreto ingiuntivo da parte di un professionista, imponeva che il credito dovesse riguardare onorari, diritti o rimborsi spettanti ai notai a norma della loro legge professionale, oppure ad altri esercenti una libera professione o arte, per la quale esiste una tariffa legalmente approvata;
    2. 2. l'articolo 636 del codice di procedura civile che obbligava il creditore professionista a presentare istanza per decreto ingiuntivo accompagnata dalla parcella delle spese e prestazioni, munita della sottoscrizione del ricorrente e corredata dal parere della competente associazione professionale se l'ammontare delle spese e delle prestazioni non è determinato in base a tariffe obbligatorie.

    Il creditore professionista, pertanto, può presentare richiesta di decreto ingiuntivo nei confronti del proprio cliente, che si è sottratto al pagamento delle prestazioni erogate, senza l'obbligo depositare in tribunale la parcella corredata dal parere del consiglio dell'ordine di appartenenza, così come era previsto dagli art. Art. 634 e 636 del codice di procedura civile.

    Sarà sufficiente che il professionista attesti l'insorgenza della pretesa esibendo il contratto professionale stipulato con il cliente ed il preventivo scritto. Si tratta, peraltro, di obblighi previsti all'art. 9 della medesima legge 27/2012.

1 6 7 8