È escluso che il pignoramento sia nullo - La possibilità di conversione del pignoramento sarà tutelata altrimenti

È smentita la tesi secondo cui il pignoramento presso terzi sarebbe un procedimento speciale rispetto a quello "generale" dell'espropriazione mobiliare e dunque non richiederebbe la necessità di avvertire il debitore della facoltà di conversione.

L'articolo 492 Cc negli ultimi anni è stato modificato dalla legge 80/2005, modificata dalla legge 263/05 e dalla legge 52/2006 che hanno aggiunto numerose altre disposizioni.

Risultato: l"avvertimento ex articolo 492, comma 3, Cpc è necessario è un elemento che deve essere contenuto in ogni atto di pignoramento, a prescindere dalla forma particolare che esso debba rivestire in ragione della natura del bene pignorato.

Se l'avviso al debitore dovesse mancare, la nullità dell'atto di pignoramento va esclusa perché l'interesse del debitore a essere informato delle modalità e del termine per avanzare un'utile istanza di conversione può essere soddisfatto altrimenti nel corso della procedura esecutiva.

Ma a patto che ciò avvenga prima che sia disposta la vendita o l'assegnazione a norma degli articoli 530, 552 e 569 Cc. Altrimenti scatta l'opposizione agli atti esecutivi.

Per fare una domanda agli esperti vai alforum

Per approfondimenti, accedi allesezioni tematiche del blog

1 settembre 2013 · Carla Benvenuto

Richiedi assistenza gratuita sugli argomenti trattati nell'articolo

Richiedi assistenza gratuita o ulteriori informazioni su È escluso che il pignoramento sia nullo - la possibilità di conversione del pignoramento sarà tutelata altrimenti.

Commenti e domande dei lettori

Per porre una domanda sul tema trattato nell'articolo e visualizzare il form per l'inserimento, devi prima autenticarti cliccando qui. Potrai anche utilizzare le icone posizionate in basso nel pannello di registrazione, che ti consentiranno l'accesso diretto con un account Facebook, Google+ o Twitter.

  • breezer 26 febbraio 2013 at 18:16

    Grazie per la risposta.

    Mi chiedo solo perché il messo sia stato così zelante nei miei confronti e non con mia madre e mia sorella ad esempio, che sono nella stessa situazione. Forse perché io ho votato e loro no? (hanno notato il mio voto con il vecchio domicilio)
    Per la posta ho già richiesto al postino che mi arrivi qui dai miei nonni, dove sono temporaneamente.
    Cosa si rischia se non si dichiara la nuova residenza?
    Posso dare un domicilio "temporaneo", visto che me ne andrò ad Aprile? Non so, avvisare la polizia municipale?

    Grazie

    • Ornella De Bellis 26 febbraio 2013 at 18:50

      Guardi che c'è un equivoco di fondo. Evidentemente il messo la conosce e si è premurato di avvertirla. Non ritirare un atto notificato per temporanea irreperibilità rappresenta solo uno svantaggio per il destinatario, che non saprà "di che morte dovrà morire". La procedura va avanti ugualmente, sia che lei firmi e ritiri, sia che lei sia assente. La prossima volta che lo incontra, offra un caffè al messo, magari riuscirà ad ottenere la cortesia di sapere, al suo ritorno, se le sono stati notificati atti e da chi.

      A nessuno interessa se lei dichiari o meno una residenza dove qualcuno (un familiare) possa ritirare eventuali atti che le verranno notificati (e, semmai, avvertirla per tempo). E' un suo interesse precipuo. Se lascia la residenza all'ultimo domicilio conosciuto non fa danni (se non a lei) e non viola obblighi.

      Al massimo potrà capitare che il comune avvii la procedura per sancire la sua irreperibilità assoluta, visto che a quell'indirizzo il nuovo affittuario potrebbe dichiarare che lei non vi risiede. Ma non cascherà il mondo per questo e lei, di certo, non andrà al "gabbio".

    1 2 3