Credito al consumo - domande e risposte

Credito al consumo - Italiani da formiche a cicale

Fino a qualche anno fa la maggior parte degli Italiani, da sempre considerati come un popolo di formichine dedito agli investimenti sicuri, accedeva al credito al consumo solo per far fronte a spese straordinarie. Oggi, invece, la situazione è cambiata: contrarre piccoli debiti è diventato uno stile di vita, basti pensare che nel 2005 il credito al consumo ha riguardato ben 7.000.000 di famiglie. Così, in poco tempo, gli italiani si sono adeguati alla nuova dottrina del credito al consumo e sono passati dagli acquisti importanti fatti a rate, come la macchina o i grandi elettrodomestici, a quelli più comuni come telefonini, personal computer, vacanze ecc.

Il credito al consumo è una forma di finanziamento (prestito) riservata esclusivamente al consumatore (e quindi sono esclusi prestiti a tutti coloro che agiscono per la propria attività professionale) e finalizzato all'acquisto di beni o di servizi. Il prestito andrà restituito in forma rateale e con l’aggiunta degli interessi. Si può parlare di credito al consumo solo se il finanziamento è compreso tra i 154,94 e i 30.987,41 euro.

Il credito al consumo viene erogato:

a. dalle banche;
b. dagli intermediari finanziari iscritti nell’apposito albo tenuto presso l’Ufficio Italiano dei Cambi (per informazioni tel.06 – 46631);
c. dai commercianti, ma nella sola forma di dilazione del pagamentodel prezzo del bene.

Chi accede ad un finanziamento di credito al consumo deve tener conto che la somma da restituire è solitamente maggiore rispetto al costo iniziale del bene. Rientrano nel credito al consumo i prestiti personali, i finanziamenti rateali, le aperture di credito rotativo (revolving) e le operazioni di cessione del quinto dello stipendio.

Credito al consumo - Credito rateale

È una forma di finanziamento di credito al consumo che prevede l’erogazione di somme di denaro di importo determinato da restitutire mediante un piano di rimborso definito e con rate quantificate sin dall'origine.

Ad esempio: un finanziamento di 10.000 Euro con interesse fisso al 10% da restituirsi in 11 rate da 1.000 Euro in un anno. Se si tratta di prestito personale, l’importo del finanziamento sarà versato direttamente al cliente, che potrà impiegarlo in vario modo. Se si tratta invece di prestito finalizzato, ossia per l'acquisto a rate di un bene o servizio specifico (credito al consumo) l’importo sarà consegnato direttamente dalla finanziaria al venditore e il cosumatore ovrà rimborsare le rate alla banca o alla finanziaria.

Credito al consumo - Carte di credito revolving e Credito rotativo

E’ una forma di finanziamento di credito al consumo che mette a disposizione del consumatore una somma di denaro (fido):  egli può utilizzarla a sua discrezione,presso punti vendita convenzionati, con l’obbligo di restituire la somma utilizzata con rimborsi generalmente mensili. L’utilizzo di questo importo è di solito collegato all'uso di una carta di credito revolving. Il cliente può definire il piano di rimborso, con il vincolo di assicurare il pagamento di una determinata rata minima mensile.

Man mano che il consumatore rovvede ai rimborsi, la somma concessa si ripristina e può quindi essere nuovamente utilizzata. Si tratta quindi di uno strumento flessibile: deve essere utilizzato con attenzione, per evitare che il debito diventi perenne e gli interessi troppo onerosi.

Ad esempio: ho un credito rotativo di 10.000 Euro e ne spendo 5.000. Il mese dopo ne rimborso 3.000: il mio fido sarà di 8.000 Euro. Ovviamente spendere di nuovo i soldi rimborsati alla banca comporta un allungamento dei tempi di rientro dal prestito e quindi il pagamento di ulteriori interessi più alti.

Si tenga conto che l’uso della carta di credito revolving dà la possibilità di spendere del denaro indipendentemente dalla disponibilità di fondi nel proprio conto corrente bancario, salvo ripagare ratealmente il proprio debito. Ciò differenzia le carte di credito revolving da quelle tradizionali che sono nate come strumento di pagamento e non di finanziamento.

Credito al consumo - Cessione del quinto dello stipendio

È una forma di finanziamento di credito al consumo garantito, ottenibile esclusivamente da lavoratori dipendenti, sia pubblici che privati. La garanzia sta nel fatto che la banca o finanziaria si soddisfa direttamente sullo stipendio di chi chiede il prestito. E’ un prestito non finalizzato (ossia non vincolato all'acquisto di uno specifico bene o servizio), a tasso di interesse fisso, con esborso iniziale in un’unica soluzione e rimborso secondo un piano predefinito a rate costanti, non superiori alla quinta parte dello stipendio mensile. Il rimborso delle rate è automatico, con trattenuta sulla busta paga da parte del proprio datore di lavoro. Il lavoratore percepirà dunque, per tutto il periodo del finanziamento, uno stipendio più basso. Si tenga conto che questa forma di finanziamento spesso ha dei tassi di interesse molto alti, e la riduzione dello stipendio può durare a lungo. Inoltre, in caso di cessazione del rapporto di lavoro, il finanziatore potrà rivalersi sul Trattamento di Fine Rapporto (TFR).

Ecco alcune delle domande più frequenti alle quali cerchiamo di dare una risposta sintetica come prima informazione utile per destreggiarsi nei meandri delle questioni economiche finanziarie. Ovviamente per approfondire le questioni occorre rivolgersi agli esperti.

Cos’è il credito al consumo

Il credito al consumo è un prestito o un’analoga facilitazione finanziaria destinata all'acquisto di un bene durevole o non durevole e concessa al cliente da una banca, da una ocietà finanziaria o da un negozio convenzionato con un intermediario finanziario. Una scelta non di per sé sbagliata, a patto che siano rispettate alcune precise condizioni:

La legge numero 142/92 (recepita nel Testo unico bancario, legge 385/93), ha introdotto significativi diritti per il consumatore, purché il prestito risponda alle esigenze del consumatore a scopi non professionali. Sono considerati “credito al consumo” i prestiti dalle 154,94 euro ai 30.987,42. La legge non si applica ai prestiti finalizzati all'acquisto, alla conservazione e al restauro di immobili, all'acquisto di terreni da edificare, all'attività professionale imprenditoriale.

Chi può concedere un prestito per credito al consumo

Un prestito per credito al consumo può essere concesso:

  1. Tutti gli enti creditizi: banche, casse di risparmio, banche di credito cooperative);
  2. le società di intermediazione fi nanziaria, purché in regola con la legge 197/91 e iscritte nell’albo in essere presso l’Uffi cio italiano dei cambi;
  3. i negozi di beni e servizi quali intermediari di banche e finanziarie, ma solo nella forma di dilazione di pagamento (vendita a rate di beni o servizi).

Come deve essere redatto un contratto di credito al consumo

Il contratto di concessione del credito al consumo deve essere Redatto per iscritto con consegna di una copia al consumatore, E deve contenere:

  1. Il nome della banca o della finanziaria e del consumatore che richiede il prestito.
  2. L’importo del prestito e la sua scadenza, le modalità di erogazione, l’entità, il Numero e la scadenza delle singole rate di ammortamento.
  3. Il tasso annuo nominale di interesse, l’eventuale facoltà di modificarlo, il dettaglio Analitico degli oneri applicati al momento della conclusione del contratto e le Condizioni che possono determinarne la modifica.
  4. Il Tasso Annuo Effettivo Globale (TAEG) e le condizioni analitiche e dettagliate Secondo le quali è possibile modificarlo.
  5. Le eventuali coperture assicurative richieste. Le assicurazioni tese a garantire il pagamento del debito in caso di morte, invalidità o malattia del consumatore, Devono obbligatoriamente entrare nel calcolo del TAEG.
  6. L’importo e la causale degli altri oneri che non entrano nel calcolo del TAEG.
  7. Le garanzie richieste.
  8. Le modalità di recesso del contratto.

Sono nulle le clausole che rinviano agli usi.

Credito al consumo - Cos’è il Taeg?

Il TAEG (Tasso Annuo Equivalente Globale) esprime in percentuale annua il costo totale del credito per il cliente, tenendo conto degli interessi e Degli oneri per avere, utilizzare e rimborsare il credito. Esso consente la comprensione Del costo reale del prestito. I criteri per il calcolo del TAEG sono fissati dalla legge. E’ obbligatorio dichiarare il TAEG nei contratti di concessione del credito al consumo e  negli annunci pubblicitari, nelle offerte di prestiti comunque esposte, negli avvisi al pubblico (in cui vapecificato anche il periodo di validità).

Una banca o una società finanziaria possono modificare il TAEG, purché ciò sia chiaramente scritto nel contratto, con la specificazione delle condizioni che possono giustificare le modifiche.

Il consumatore deve essere informato per iscritto almeno 5 giorni prima dell'applicazione delle variazioni, che altrimenti sono nulle, e può recedere dal contratto entro 15 giorni dal ricevimento della comunicazione liquidando il prestito alle condizioni preesistenti.

Credito al consumo - Come si calcola il TAEG?

Ricalcolare il TAEG per verificarne l’esattezza non è semplice per chi sia a digiuno di atematica finanziaria. A grandi linee potremmo dire che esso risulta dal confronto della somma netta effettiva ottenuta in prestito con l’esborso complessivo dovuto per la restituzione.

La somma netta effettiva è ciò che resta del prestito ottenuto dopo che sono state sottratte le spese per istruttoria, avvio della pratica, assicurazione vita, ecc. Le voci prese in considerazione per la determinazione dei costi sono invece la rata mensile costante di rimborso maggiorata delle relative spese di incasso.

Partendo da questi valori ed applicando una complicata formula prevista dalla legge, si ricava il valore cercato. Forti differenze sono dovute alla natura del soggetto che eroga il prestito (banca o società fi nanziaria) e alle caratteristiche dei singoli contratti che dipendono dall'importo dalla durata del finanziamento.

Le spese fisse, infatti, incidono percentualmente di più su un prestito di minor importo e di minor durata (es. Euro 50 di spese fisse incidono per il 10% su un prestito di 500 e per l’1% su uno di 5.000). Alla luce di quanto detto, bisogna sempre diffidare di pubblicità che propongono prestiti a tassi dell'8% o del 10%, poiché nascondono costi occulti che occorre verificare con esattezza.

Credito al consumo - Cosa bisogna fare prima di chiedere un prestito?

Credito al consumo - Cosa sono le clausole nulle?

Nel caso di clausole mancanti o nulle, in quanto in contrasto con la legge, queste sono sostituite di diritto con l’applicazione di un TAEG pari al tasso minimo nominale dei BOT annuali o di altri titoli similari dei 12 mesi precedenti. La scadenza del prestito è di 30 mesi.

La legge prevede, inoltre, altre norme a tutela del consumatore, fra queste la facoltà di rimborsare anticipatamente il prestito o risolvere il contratto, il diritto di essere informati per iscritto dell'eventuale cessione del credito e di far valere nei confronti del cessionario tutte le eccezioni, compresa la compensazione. (Il legislatore italiano NON ha recepito una parte della direttiva che faceva divieto sia di cessione del credito, sia di chiedere cambiali a garanzia).

Credito al consumo - A chi denunciare eventuali violazioni delle norme?

Per eventuali violazioni della legge nella concessione di crediti ci si può rivolgere all'Ufficio Reclami della banca o della finanziaria presso cui si è svolta la transazione. In caso di risposta mancata o insoddisfacente, per danni fino a 10.000 Euro è possibile presentare ricorso - entro 60 gg. - all'Arbitro Bancario Finanziario (ABF). Il ricorso è gratuito e deve essere inoltrato per iscritto tramite raccomandata a/r.

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21 giugno 2013 · Giovanni Napoletano

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