Il consolidamento dei debiti attraverso prestito personale o mutuo – Vantaggi e svantaggi

In questi ultimi anni ho vissuto oltre le mie reali possibilità economiche. Ho chiesto finanziamenti  per comprare l'automobile, per ristrutturare  casa e per togliermi qualche" sfizio", tipo un super tecnologico  televisore al plasma, una vasca idromassaggio Jacuzzi ed un Rolex.  Dispongo  anche di  una carta revolving,  pronta all'uso per  soddisfare qualsiasi attacco di "shopping compulsivo"  a cui di frequente vado soggetto. In pratica, tra un finanziamento e l'altro, ho commesso l'errore di sottostimare il peso del debito accumulato ed oggi non riesco più ad onorare gli impegni finanziari presi. Ho sentito parlare di "consolidamento debiti" finalizzato a concentrare l'esposizione debitoria presso un unico creditore, ad  allungare il periodo di ammortamento del debito e quindi ad alleggerire la rata mensile.
Vi chiedo: si tratta di una operazione di ristrutturazione del debito veramente conveniente? Quali sono i vantaggi e quali i costi connessi a questa tipologia  di contratto di prestito?

Vi ringrazio sin d'ora per una eventuale risposta che vorrete gentilmente fornirmi.

Maurizio Calcaterra, Alessandria

I prestiti di consolidamento, come lei ha già anticipato,  consentono di ristrutturare la situazione debitoria di un individuo “traslocando” presso un'unica banca/finanziaria il debito residuo sui prestiti sottoscritti qua e là. Il vantaggio? Allungando la durata, la rata mensile da rimborsare viene abbattuta. Lo svantaggio? Si pagano più interessi.

Un'operazione di consolidamento del debito con un piano di rimborso a 24 mesi del debito residuo di 21.540 euro, per esempio,  riduce la rata di oltre 400 euro (da 1.400 a 990). La sforbiciata è maggiore per chi sceglie una soluzione a 36 mesi (la rata passa a circa 691) e così via, man mano che si allunga la durata, fino a scendere sotto la soglia dei 400 euro nell'ipotesi a 72 mesi.

Allo stesso tempo, più si riduce la rata, più si accetta di pagare interessi maggiori. Nelle ipotesi prese ad esempio, chi ristruttura i debiti in un piano da 24 mesi paga 2.240 euro in più. Ne sborsa  3.854 in 36 mesi e circa 7mila in più nell'opzione del piano a 6 anni.

Per espletare la pratica può essere sufficiente una decina di giorni. Il debitore presenta alla nuova finanziaria/banca la documentazione che attesta i debiti contratti. Dopodiché questa effettua un'istruttoria sulla solvibilità del soggetto: in caso positivo provvede all'estinzione dei vecchi finanziamenti e all'apertura di un nuovo prestito.

Oltre ai prestiti è possibile anche stipulare un mutuo di consolidamento (offerto però da poche banche in Italia). In questo caso il tasso di interesse è più basso di circa 3-4 punti percentuali (in ragione della garanzia ipotecaria). Tuttavia, questo risparmio va mediato con i maggiori costi (oltre 1.000 euro) che comporta l'apertura di un mutuo di consolidamento.

Possiamo indicare, in linea di massima,  che per un debito residuo inferiore ai 30mila euro un finanziamento gravato da ipoteca ha poco senso. Per importi superiori, invece, i benefici di un tasso inferiore cominciano a farsi sentire».

27 febbraio 2009 · Antonio Scognamiglio

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  • Il rifinanziamento 2 luglio 2009 at 12:14

    Il consolidamento dei debiti è chiamato anche "rifinanziamento"e implica sempre la cessione del quinto dello stipendio. Permette però di essere finanziati anche se, addirittura, è un corso un pignoramento di beni!