Prestito cambializzato per lavoratori in attività

Il prestito cambializzato,  è in sintesi,  una forma di finanziamento a tasso fisso e rata costante, rimborsabile tramite cambiali a scadenza mensile.

Ma, attenzione al rischio insito nel ricorso al prestito cambializzato. Nel caso in cui, per una qualsiasi motivazione, non siete più in grado di pagare le rate  (cioè le cambiali) il creditore  non deve necessariamente chiedere  al giudice un decreto ingiuntivo, ma può procedere al pignoramento di beni mobili ed immobili del debitore con  un semplice precetto.

Per illustrare la differenza fra le due diverse procedure giudiziali (decreto ingiuntivo+precetto e precetto) esaminiamo l'immagine seguente:

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Tenendo conto che per ottenere un decreto ingiuntivo sono necessari  tempi mediamente lunghi e comunque  non certi (oltre a spese legali non trascurabili) si capisce (o almeno si dovrebbe) qual è il rischio  rappresentato dal ricorso al prestito cambializzato, operazione indicata spesso con il termine equivalente di cambializzazione del debito.

Non rimborsare  in modo puntuale le rate del prestito cambializzato (cioè le cambiali) espone il debitore a procedure rapidissime di pignoramento del TFR o dell'assicurazione vita ad accumulo, e nel caso si disponga di beni immobili, anche di quelli. E' proprio il caso di dire che il prestito cambializzato è uno strumento finanziario a cui far ricorso solo in ultima istanza.

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Stai leggendo Prestito cambializzato per lavoratori in attività Autore Ornella De Bellis Articolo pubblicato il giorno 7 agosto 2008 Ultima modifica effettuata il giorno 4 marzo 2017 Classificato nella categoria consolidamento ristrutturazione del debito Inserito nella sezione contratti di prestito - microcredito usura e sovraindebitamento del sito la comunità dei debitori e dei consumatori italiani.

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