Assicurazione rc auto e modulo cid » quando non serve

La dichiarazione confessoria contenuta nel modulo CID, resa dal responsabile del danno proprietario del veicolo assicurato, non ha valore di piena prova nemmeno nei confronti del solo confidente, ma deve essere liberamente apprezzata dal giudice.

Lo ha deciso la Corte di Cassazione, che con la sentenza numero 1602/13, ha sancito che: In tema di sinistri derivanti dalla circolazione stradale, l'apprezzamento del giudice di merito relativo alla ricostruzione della dinamica dell'incidente, all'accertamento della condotta dei conducenti dei veicoli, alla sussistenza o meno della colpa dei soggetti coinvolti e alla loro eventuale graduazione, al pari dell'accertamento dell'esistenza o dell'esclusione del rapporto di causalità tra i comportamenti dei singoli soggetti e l'evento dannoso, si concreta in un giudizio di mero fatto, che resta sottratto al sindacato di legittimità, qualora il ragionamento posto a base delle conclusioni sia caratterizzato da completezza, correttezza e coerenza dal punto di vista logico-giuridico, e ciò anche per quanto concerne il punto specifico se il conducente di uno dei veicoli abbia fornito la prova liberatoria di cui all'articolo 2054 del codice civile.

A seguito di un incidente stradale, il Tribunale respingeva la domanda del danneggiato ritenendo che non fosse stata fornita la prova che il sinistro con la parte convenuta fosse effettivamente avvenuto secondo le modalità emergenti dalla constatazione amichevole di incidente.

La domanda dell'automobilista non trovava accoglimento nemmeno presso i giudici di appello.

Così, la questione giungeva all'attenzione della Corte di Cassazione.

Qui, il danneggiato, lamentava il fatto che in primo grado non fosse stato riconosciuta alcuna valenza alla constatazione amichevole di incidente effettuata dalle parti, mentre la Corte territoriale avrebbe, secondo lui, smentito l'efficacia probatoria del CID, ricostruendone nel merito il contenuto in modo contrastante con la realtà dei fatti.

Ma, gli Ermellini ribadiscono che la dichiarazione confessoria contenuta nel modulo CID, resa dal responsabile del danno proprietario del veicolo assicurato, non ha valore di piena prova ma deve essere liberamente apprezzata dal giudice.

Questo, perchè si applica il principio dell'articolo 2733, comma 3, del codice civile, ovvero. In caso di litisconzorsio necessario, la confessione resa da alcuni soltanto dei litisconsorti è liberamente apprezzata dal giudice.

Quindi, secondo i giudici di piazza Cavour, riguardo all'interpretazione dei contenuti del CID, essa è un tipico accertamento di fatto riservato al giudice di merito.

15 aprile 2013 · Gennaro Andele

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