Il banchiere dei poveri: Muhammad Yunus, il microcredito e la Grameen Bank

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Chi l'ha detto che l'economia e la solidarietà sociale siano un binomio inconciliabile? Muhammad Yunus, Nobel 2006 per la Pace, ha rivoluzionato in maniera epocale le tradizionali logiche di sostegno ai paesi poveri, coniando il nuovo termine di “imprenditore sociale”.“La povertà si batte con la pace”, ha dichiarato il pioniere del microcredito del Bangladesh durante il ritiro del prestigioso premio, sottolineando come anche “i più poveri tra i poveri possono lavorare per portare avanti il proprio sviluppo”.

Prima di lui un altro illustre predecessore - di cui molti ignorano l'esistenza -, nato centocinquant’anni fa, portò avanti la propria “rivoluzione silenziosa” contro l'usura e la povertà: Friederich Wilhelm Raiffeisen.

Il Nobel per la Pace a Yunus non è stato privo di polemiche e commenti, e ora tutto il mondo si chiede: il confine che separa l'economia dalla solidarietà sociale esiste veramente?

LA RIVOLUZIONE SILENZIOSA

Malgrado siano trascorsi quasi centocinquant’anni e la sua figura resti avvolta nell'indifferenza e nel silenzio, i principi ispiratori di Friederich Wilhelm Raiffeisen restano: la sua vita, per quei pochi che la conoscono, viene considerata un romanzo, un'avventura, non un'esperienza di vita vera realmente accaduta.

Eppure la sua odissea contro l'usura e l'avarizia dei ricchi e le sue “casse sociali di credito” continuano a sostenere le popolazioni più disagiate che altrimenti si rivolgerebbero agli strozzini.

Le battaglie dell'infaticabile predicatore cristiano tedesco hanno generato innumerevoli associazioni e movimenti di adepti e seguaci diffusi in tutto il mondo: uno fra tutti Don Luigi Sturzo, vate della cooperazione e nemico degli egoismi, che dedicò la propria vita nel combattere le prevaricazioni e la povertà.

Ma torniamo a Raiffeisen

Stupisce l'indifferenza per questo personaggio del passato che vive tutt’ora nel presente con il proprio testamento: i problemi sociali sono rimasti gli stessi di allora, anzi forse si sono aggravati, e le cooperative sociali da lui ideate devono tener conto dei cambiamenti della società e dei bisogni effettivi della gente per poter intervenire tempestivamente e nel migliore dei modi. C’è bisogno di sinergia, sembra echeggiare la voce di Raiffeisen, e la gente ne ha bisogno sempre di più, è necessario un movimento cooperativo che aiuti le popolazioni.

Un problema sociale, politico, economico: questo il pensatore del secolo scorso lo aveva ben compreso, suggerendo anche i sistemi per incentivare le imprese individuali con piccoli finanziamenti e strutture regionali e nazionali (e qui entra in gioco la politica).

Complice il recente conferimento del premio Nobel per la Pace a Muhammad Yunes, sarebbe doveroso ricordare chi prima di lui dedicò vita ed energie alla vittoria sulla povertà, la libertà e l'uguaglianza.

CORREVA L'ANNO...

Il primo prestito fu di soli 27 dollari, per consentire ad un gruppo di donne di avviare la produzione di mobili di bambù: fino a poco prima era loro impedito, a causa delle minacce dell'usura e la chiusura delle banche disinteressate dai progetti di piccolo guadagno.

2185 filiali in 69.140 villaggi con un totale di 17.336 dipendenti; l'ammontare dei clienti finanziati è di 6,39 milioni ( di cui il 96% sono donne ), il tasso di rimborso è del 98,45% e il totale dei prestiti concessi all'avvio dell'attività bancaria ammonta a 263.840.000.000 di Taka ( 5.340.000.000 di dollari USA ). Di essi sono stati restituiti 234.750.000 di Taka ( 4.730.000.000 di dollari USA ).

In questo caso le cifre servono per capire l'epocale invenzione di questo dottore in Economia ( nato in Bangladesh, classe 1940 ), emigrato negli Usa nel 1960 per sedere sulle cattedre delle università del Nuovo Mondo.

La sua vita è unica, e vale la pena di raccontarla.

Gli anni ’70 rappresentano l'illuminazione e la realizzazione delle proprie intuizioni, Yunus torna nella amata madrepatria per intraprendere la propria missione: dimostrare che rilasciando microprestiti ai poveri si potesse dare il via al vero cambiamento, invece che sperare nei miliardari finanziamenti dei paesi stranieri. La gravissima inondazione che devastò il Bangladesh nel 1974, fu la sofferta presa d'atto di quanto le teorie economiche fino a poco prima insegnate ai suoi alunni fossero materialmente lontane dalla realtà.

Toccare con mano e vedere con i propri occhi, questo il miglior metodo per conoscere e sapere, scendere nelle strade polverose per osservare la vita quotidiana: centinaia e centinaia di paesi attraversati a piedi, solo per esaminare, comprendere, parlare con i diretti interessati. Yunus maturò la certezza che la povertà e la miseria sociale non derivasse dall'incapacità, ignoranza e pigrizia delle persone, bensì dall'insufficiente sussidio da parte delle strutture finanziarie del paese stesso.

La scienza al servizio dell'economia, questa la vera uscita dal tunnel, questa la soluzione storica; nessun banchiere ci aveva mai pensato, eppure era semplice, elementare, quasi scontato… ma forse a nessuno prima di lui aveva voluto farlo.

Concentrarsi sugli individui: in uno tra i paesi più miseri del pianeta, neanche i trenta miliardi di dollari degli aiuti internazionali erano riusciti a far smuovere la popolazione dalle conseguenze delle calamità naturali, la fame, l'analfabetismo e la altissima densità demografica.

Sembra incredibile per il nostro Vecchio Occidente pensare che la celebre Grameen Bank sia nata qui, tra la disperazione e l'involuzione, ma ecco che il piccolo professore con gli occhi a mandorla trova il sistema di garantire al 10% della popolazione bengalese ( più di dodici milioni di persone ) la possibilità di abbattere le proprie miserie esportando poi il proprio metodo nei restanti paesi del Terzo Mondo: è presto spiegato, la banca presta micro-crediti a tassi bonificati, senza richiedere alcun tipo di garanzia e solo per i “più poveri tra i poveri”. La convinzione che motiva tali prestiti è spiegata nella fiducia nei confronti di potenzialità sottoutilizzate, da incentivare per far crescere l'intero paese.

Così facendo, i volenterosi senza mezzi a cui erano proibiti sussidi economici dai canonici istituti di credito - soprattutto donne -. riescono ad uscire dal vicolo buio delle usure riuscendo a comprare i primi telai, le prime sementi, i primi preziosi strumenti per poter avviare la loro impresa e restituire il dovuto con i guadagni futuri.

Era il 1976, e la Grameen Bank cambiò l'intera faccia del sistema bancario mondiale; il 1983 fu dichiarata banca indipendente dal Parlamento, e oggi fornisce innumerevoli altri servizi finalizzati alla crescita con più di 2.100 filiali in tutto il mondo con centinaia e centinaia di imitazioni di successo.

LA RETE DEL MICROCREDITO

La Grameen Bank non si è fermata al solo servizio per i meno abbienti, ma ha aperto le braccia a moltissimi piani innovativi per la lotta contro la povertà: il progetto di reti telefoniche e nuove tecnologie per i villaggi più lontani è stato progettato e accompagnato con successo dalla nascita della Grameen Phone. Oggi il paese con la più bassa densità di telefoni al mondo può comunicare grazie al Polli Phone ( il Telefono del Villaggio ), una rete di centri telefonici a poco prezzo creati dagli abitanti, e molto si sta ancora facendo per la diffusione del computer.

Ma come funzionano le Grameen Bank?

Il sistema delle garanzie è assai caratteristico: non sono richieste garanzie patrimoniali, ma personali. L'organigramma è gerarchico, ognuno ha un ruolo definito. Il credito viene assicurato solo a gruppi - denominati Centri - tra i cinque e le otto persone (che si autoselezionano in base a criteri della stessa banca, ad esempio devono essere dello stesso villaggio) iniziando dal più bisognoso; una volta che questi ha restituito la somma, si passa agli altri. Vengono eletti un segretario e un presidente per la gestione dei conti e la tenuta dei libretti. Così facendo, la responsabilità è solidale, e proprio su questo fattore si è determinato il successo dell'iniziativa.

La banca offre anche corsi di formazione permanente ed aggiornamenti per i suoi clienti, mettendo a disposizione esperti che si mobilitano affinché le iniziative imprenditoriali si concludano con successo. Si crea così un vero e proprio consultorio che diventa anche un luogo per dialogare, confrontarsi, rivolgersi per problemi non solo economici ma anche familiari e personali. I risultati sono strabilianti: più della metà dei clienti della Grameen Bank sono usciti dalla miseria, guadagnando libertà e prestigio sociale.

Con i suoi gruppi di solidarietà il “sistema Yunus” ha provocato un cambio di mentalità anche tra le mura della Banca Mondiale, che ha inaugurato iniziative simili alla Grameen: il micro-credito ormai ha fatto scuola come strumento di finanziamento per promuovere le evoluzioni economiche e sociali, tanto da diffondersi a macchia d'olio in oltre 100 nazioni in tutti il mondo, dall'Australia all'Italia.

«Dobbiamo a Yunus l'intuizione che ha permesso anche alle banche tradizionali di giocare un nuovo ruolo sociale - commenta Corrado Passera, amministratore delegato di Banca Intesa -, Yunus ha dimostrato che, coinvolgendo i poveri nel loro riscatto, facendo leva sulle loro capacità, sulla loro intelligenza, sul loro rispetto degli impegni presi, sulla fiducia loro riposta andava ad operare sulle relazioni, la dignità, il desiderio di migliorare la propria situazione».

Avanti, “pionieri del micro-credito”. L'economia ha un nuovo ruolo.

di Stefano Giuntini

9 febbraio 2009 · Antonio Scognamiglio

Commenti e domande dei lettori

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  • bennardo mario raimondi 7 novembre 2009 at 20:26

    sono un artigiano ceramista di palermo che nel 2003 ha perso tutto e tutti a causa dell,usura e nonostante abbia denunciato oggi e il terremotato piu terremotato d,italia povero e pazzo sento leggo per me sono soltanto come diceva al capone chiecchere e distintivo .diceva madre teresa di calcutta il peggior male e l,indifferenza e io aggiungo che l,uomo e nella sofferenza che capisce molte cose se non passa attraverso alcune tribolazioni non potra capire mai e saremo li a parlare ore ore e ore ma la sostanza qual,e nessuna solo a chi ha un potere e lecito ogni cosa o religioso o non avoi la scelta

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