Le indagini conoscitive dell'Antitrust nel settore dell'assicurazione RC Auto - Tutte previsioni clamorosamente errate

La ricerca della miglior Compagnia? Balle. I segugi hanno scoperto che non sono ancora sufficientemente sviluppati motori di ricerca o servizi di preventivazione in grado di supportare efficacemente il consumatore nell'individuazione della polizza RC più conveniente e, soprattutto, che le Compagnie hanno architettato un raffinato sistema di classi interne di merito che dissuade l'assicurato dal cambiare Assicurazione.

La qualità del servizio e il controllo dei costi? Balle. Sentite che cosa scrivono testualmente i segugi. Le compagnie tendono comunque a seguire eventuali aumenti di prezzo dei concorrenti a prescindere dall'andamento dei propri costi. In altre parole, il rimborso delle compagnie (gestionarie) su base forfetaria fa sì che in ogni istante vi siano compagnie, meno efficienti, che vengono penalizzate dal meccanismo di rimborso e compagnie, più efficienti, che ne beneficiano. L'assenza di adeguata pressione competitiva fa sì che nel mercato imprese meno efficienti riescano a coesistere con imprese più efficienti; le prime trasferiscono i (maggiori) costi connessi alla loro inefficienza sui premi; le seconde beneficiano di margini più ampi, dati dalla differenza tra il prezzo di mercato e i loro costi. Tali meccanismi determinano un circolo vizioso tra premi e costi verosimilmente in grado di innescare una pressione (unidirezionale) al rialzo sui premi. [...] Le compagnie sembrano, inoltre, aver attuato strategie di contenimento dei costi dei risarcimenti attraverso selezioni mirate del proprio portafoglio assicurati anziché dedicando risorse adeguate volte a ridurre i costi e far sì che i risarcimenti corrisposti mantengano una stretta relazione con i danni subiti dagli assicurati. Ciò è indicativo di una situazione di mercato nella quale le inefficienze vengono trasferite sui premi, con le imprese più efficienti che preferiscono realizzare margini più elevati anziché competere aggressivamente per aumentare la propria quota di mercato a danno delle imprese meno efficienti, godendo di forfait elevati.

Insomma, le compagnie tendono comunque a seguire eventuali aumenti di prezzo dei concorrenti a prescindere dall'andamento dei propri costi.

E la lotta delle Compagnie alle truffe assicurative? Non pervenuta. il numero delle frodi accertate dalle compagnie in Italia si è attestato su valori non superiori al 2,5% del numero totale dei sinistri, una percentuale significativamente inferiore al numero delle frodi accertate dalle compagnie nei principali paesi Europei, come il Regno Unito e la Francia, dove l'incidenza dei sinistri con frode è rispettivamente pari al 10% e al 5%.

Quasi me li vedo, poveri segugi, a testa bassa, la lingua penzoloni, la coda fra le gambe, costretti ad ammettere che l'introduzione della procedura CARD non ha affatto modificato le precedenti dinamiche dei premi e dei costi, ma piuttosto dato luogo ad ulteriori elementi di criticità e a redigere queste sconsolate conclusioni. In sostanza, sembra che le compagnie abbiano finora adottato un'ottica di breve termine nel contenere i costi dei risarcimenti, intervenendo sulla composizione del proprio portafoglio e/o recuperando i costi derivanti dai fenomeni fraudolenti dai premi, anziché investire risorse adeguate in efficaci meccanismi di controllo dei costi [...] Il lavoro svolto nell'indagine ha, inoltre, messo in luce alcune criticità derivanti dalla implementazione della procedura CARD, che possono aver distorto gli incentivi delle compagnie. In particolare, la scelta, effettuata al momento di avvio della procedura, di rimborsare le compagnie su base forfetaria (il rimborso su base forfetaria è proprio la soluzione caldeggiata nel rapporto 2003 dall'Antitrust! - numero d.a.), può averle indotto ad attuare strategie di selezione di portafoglio particolarmente mirate, volte a ridurre il numero di assicurati che, a parità di condizioni, tendono a subire sinistri con risarcimenti elevati (superiori al forfait). In altre parole, invece di sfruttare le possibilità offerte dalla procedura per accertare l'effettiva congruenza dei risarcimenti vantati, le compagnie hanno preferito escludere dal proprio portafoglio i rischi con i costi attesi più elevati (e superiore al forfait). Inoltre, le evidenze prodotte nell'indagine sembrano suggerire che le perdite realizzate nell'ambito della gestione dei sinistri CARD siano state compensate con aumenti di premio.

Dopo una simile figuraccia, l'ingenuo lettore dell'indagine sarebbe portato a immaginare che i segugi stavolta si siano astenuti dal dispensare consigli e dal formulare auspici. E invece no, anzi. Stavolta, però, i segugi non hanno voluto sbagliare da soli. Sono andati alla ricerca di una fonte di saggezza a cui abbeverarsi e hanno infine trovato un prestigioso oracolo a cui prestare ascolto: nientemeno che la notoriamente disinteressata Associazione Melchiorre Gioia. Quali segreti ha svelato ai segugi l'oracolo gioioso? Leggiamo con avidità: la valutazione del danno alla persona a seguito di sinistro viene effettuata sulla base della documentazione prodotta dal danneggiato che attesta le patologie riscontrate e a seguito di visita medica da parte del medico legale. Sulla scorta di tali elementi il medico legale del danneggiato esprime un punteggio, che, pur dovendo in teoria risultare uniforme, dovrà essere confrontato con quello derivante dalla valutazione effettuata dal medico legale dell'assicurazione. A ciò devono aggiungersi le spese mediche, i giorni di degenza il danno morale nella misura in cui ne viene riconosciuta la risarcibilità. Per come è strutturato, tale processo [...] si presta a varie forme di abuso volte a far lievitare l'ammontare dei risarcimenti corrisposti dalle compagnie per i danni subiti e le relative spese mediche. Il caso più eclatante, ma non l'unico, è quello dei risarcimenti per le lesioni di lievi entità (o lesioni micropermanenti), gran parte delle quali sono costituite da "trauma da distorsione del rachide cervicale" o più comunemente da "colpo di frusta". Dei circa 3,5 miliardi di Euro corrisposti dalle compagnie per il risarcimento delle lesioni di lievi entità (dato da relazione ANIA 2009/2010), circa 1,5 miliardi (il 43% circa) sono dovuti ai colpi di frusta. Per tale patologia, che è raramente obiettivabile, né normalmente risulta da accertamento clinico strumentale, e nel 90% dei casi non dà luogo ad effetti permanenti, le compagnie corrispondono risarcimenti nell'ordine dei 2000 Euro cadauno. Spesso, al solo fine di ottenere risarcimenti maggiori, i danneggiati producono certificazione relativa a esami strumentali che nulla hanno a che vedere con detta patologia, il che comporta un aumento dei costi dei risarcimenti per le compagnie a titolo di spese mediche oltre a indurre sopravvalutazioni fuorvianti del danno [...] l'intensità dei fenomeni speculativi connessi alle lesioni micro-permanenti e, in particolare ai colpi di frusta, risulta amplificata dall'esistenza di una filiera di intermediari attivi nel campo dell'infortunistica stradale, che, a vario titolo intervengono nella gestione del sinistro. L'intervento di tali intermediari [...] che spesso agiscono come veri e propri "collettori di sinistri", spesso produce l'effetto di far lievitare i risarcimenti corrisposti dalle compagnie; si può rilevare che colui che ha subito il sinistro percepisce soltanto una piccola parte del risarcimento corrisposto dalle compagnie per un "colpo di frusta" (in media pari a circa 2000 Euro). La rimanenza va ad alimentare la "filiera" di intermediari che interviene nella gestione del sinistro che fa sì che ciò che alle compagnie potrebbe costare relativamente poco finisce per costare molto di più, a detrimento del grado di efficienza del sistema [...] Anche il fatto che a volte le compagnie rimborsino le spese mediche o di riabilitazione senza la presentazione di idonea fattura o addirittura su "note pro-forma", costituisce prassi che alimenta la diffusione dei fenomeni speculativi connessi al risarcimento dei danni alla persona.

Di fronte a una tale accozzaglia di luoghi comuni, di scempiaggini e di insinuazioni ai limiti della querela penale per calunnia, si resta senza parole. Con simili suggeritori alle spalle, il livello delle nuove proposte avanzate dai dei segugi non poteva che essere imbarazzante. Eccole.

  1. il rimborso alla compagnia gestionaria dovrebbe avvenire, sempre tramite stanza di compensazione, sulla base di un forfait definito secondo le modalità attualmente in vigore, ma decurtato di una percentuale ( il "recupero di efficienza").

    Ma se l'attuale sistema non funziona, non potrà certo essere questo fumoso aggiustamento a trasformare in un successo una disfatta dovuta a ben altre ragioni, peraltro ben comprese e ben spiegate dagli stessi segugi.

  2. introduzione di clausole contrattuali, facoltative per l'assicurato e associate a congrui sconti di premio, così articolate:
    • risarcimento in forma specifica del danneggiato presso servizi di riparazione individuati (e remunerati) dalle compagnie;
    • prestazioni di servizi medico-sanitari resi da professionisti individuati (e remunerati) dalle compagnie;
    • installazione della ‘scatola nerà, ovvero l'adozione di strumenti in grado di consentire la verifica della dinamica del sinistro;
    • il pagamento delle spese per le riparazioni dei veicoli e dei compensi per le eventuali prestazioni professionali soltanto dietro presentazione di fattura (non quindi dietro mera presentazione di altri documenti), o, alternativamente, riparazione presso strutture individuate (e remunerate) dalle compagnie e ricorso a prestazioni medico/legali presso professionisti sempre scelti (e remunerati) dalle compagnie.

    Ed eccoci alle comiche. Il risarcimento in forma specifica, come lo chiamano loro, e la scatola nera (denominazione infelice che suscita l'immediato impulso a gesti apotropaici) sono strumenti che esistono già e non funzionano, perché le Compagnie li hanno, di fatto, boicottati, come proprio i segugi descrivono nel loro rapporto.

    Lo vedete, poi, il danneggiato visitato e curato da specialisti convenzionati con le Compagnie, i quali, sprezzanti del pericolo, prescrivono terapie, esami o rilasciano certificati di malattia, senza paura di scontentare Mamma Compagnia (che li paga e che, se insoddisfatta, potrebbe recedere dalla convenzione?).

    Lo vedete, infine, il danneggiato sottoposto a visita medico/legale da parte di due specialisti scelti e remunerati entrambi dalla stessa Compagnia? Che bello spettacolo ne verrebbe fuori! Nei giorni pari A fa la parte del medico buono e B quella del medico cattivo; nei giorni dispari i ruoli si invertono, come facevano Vittorio Gassman e Salvo Randone ai tempi dell'Otello.

    E il pagamento soltanto dietro presentazione di fattura? Certo, per i segugi è inconcepibile che un danneggiato non sia in grado di pagare le riparazioni o le prestazioni professionali ricevute. I quattro componenti del Collegio guadagnano circa 250.000 Euro l'anno, i dirigenti dell'Autorità hanno tutti stipendi a 5 zeri e l'intero baraccone costa ai contribuenti oltre 16 milioni di Euro l'anno.

  3. interventi che consentano una maggior efficacia e certezza nelle fasi di accertamento e liquidazione dei danni. In particolare sarebbe necessario:
    • pervenire in tempi brevi all'adozione della tabella unica, a livello nazionale, per l'attribuzione del valore alle menomazioni di non lieve entità di cui all'articolo 138 del Codice delle Assicurazioni Private, così da avere criteri certi per la determinazione del relativo danno biologico;
    • eliminare qualunque elemento di incertezza in merito alle condizioni per ritenere non rimborsabile un danno biologico permanente derivante da lesioni di lievi entità ( micropermanenti) attraverso un intervento normativo che elimini il riscontro visivo quale possibile modalità di accertamento alternativa a quella strumentale;
    • dare la possibilità di ispezionare i veicoli danneggiati nel corso di un sinistro (CARD) anche alla compagnia del responsabile;
    • prevedere, con adeguati meccanismi di enforcement da parte del regolatore, nei casi di risarcimento per equivalente (ovvero quando l'assicurato ritenga di non procedere alla riparazione o di rivolgersi al proprio riparatore di fiducia), che le compagnie verifichino nei termini per presentare l'offerta di cui all'articolo 148 del codice delle assicurazioni private, l'effettività e la consistenza dei danni da risarcire ispezionando il veicolo.

    Per favore, qualcuno avvisi i segugi che una Tabella Unica nazionale c'è già, ed è quella del Tribunale di Milano, e che immaginare una norma che elimini il riscontro visivo (rectius clinico) quale modalità di accertamento è un'autentica bestialità, che contraddice le basi elementari della criteriologia medico legale. Mi rendo conto, cari segugi, che per voi è difficile da capire; vediamo se con un esempio (tratto dalla relazione che il prof. Ronchi ci ha fatto l'onore di pubblicare sul nostro sito) ci arrivate: Che dire, poi, di una giovane donna che presenta una "brutta" cicatrice cutanea ad una coscia, correttamente meritevole di una stima per danno biologico permanente nella misura del cinque%, secondo tabelle medico-legali di corrente uso? Non potrà essere risarcita perché (ovviamente!) mai ebbe a sottoporsi ad un accertamento strumentale, del tutto inutile?.

Qualcuno ha detto che i quotidiani, il giorno dopo, sono buoni soltanto per incartare il pesce. Indovinate che cosa sto facendo io con le pagine del rapporto dell'Antitrust.

di Dario Mastria, avvocato in Milano, socio fondatore UNARCA

18 aprile 2013 · Giovanni Napoletano

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