L'indagine conoscitiva del 2003 nel settore dell'assicurazione RC Auto - Scoperta numero 3

La convenzione CID, scrivono i segugi, non ha funzionato. Si applica a circa il 60% dei sinistri con danni a cose e prevede un complesso sistema di conguagli fra le imprese.

Il meccanismo dovrebbe incentivare le imprese a contenere le spese di liquidazione, contribuendo a ridurre il costo medio delle riparazioni. In realtà, tale sistema, oltre a determinare un aumento rilevante dello scambio di informazioni tra imprese, non ha influito in modo sostanziale sul costo dei sinistri, avendo generato una tendenza interna del sistema ad accettare incrementi dei costi anche elevati, in quanto le condizioni concorrenziali attenuate permettono di traslare sui premi i maggiori oneri.

Sette anni di duro lavoro non potevano però essere stati spesi invano: fiuta e fiuta, i segugi hanno, alla fine, trovato la pista giusta. Il panorama appare sconsolante (concentrazione, intese truffaldine, fallimento della convenzione CID), ma i segugi sono in grado di proporre la Soluzione, la Grande Idea, la Novità in grado di rivoluzionare il mercato della r.c.a.: è lui, l'Indennizzo Diretto (Per dare a Cesare quel che è di Cesare, bisogna dire che i segugi esprimono forti perplessità in merito all'adozione del Risarcimento Diretto in materia di lesioni - numero d.a.).

Forti dei lori infiniti studi e sordi, come si è visto, a qualunque campanello d'allarme, ecco che cosa hanno il coraggio di scrivere.

Dal punto di vista concorrenziale, infine, un sistema basato sull'indennizzo diretto presenta numerosi pregi:

  1. stimola la ricerca della migliore compagnia da parte dei potenziali clienti;
  2. incentiva le imprese assicuratrici ad una concorrenza sulla qualità del servizio, perché, a differenza del sistema di indennizzo indiretto, chi gode dei miglioramenti qualitativi è il cliente dell'impresa che investe in tali miglioramenti. A tal fine le imprese di assicurazione saranno incentivate alla stipula di accordi con carrozzieri con l'obiettivo di spuntare condizioni migliori sotto il profilo qualitativo e/o quantitativo;
  3. favorisce un miglior controllo sui costi consentendo alle imprese maggiori margini di manovrabilità sul livello dei premi al fine di attirare il maggior numero di clienti.

L'esperienza internazionale suggerisce inoltre che:

    1. le regole e l'entità delle compensazioni siano stabilite in maniera certa ed ex ante rispetto ai sinistri da indennizzare;
    2. le compensazioni non debbano essere commisurate all'ammontare dei singoli risarcimenti, in quanto un pieno recupero dell'indennizzo corrisposto in occasione di ogni sinistro non incentiva le imprese a controllare i costi e richiede uno scambio di informazioni disaggregato a livello di singolo sinistro.

Di fronte a simili certezze, frutto di cotanta ricerca, come volete che chi di dovere desse retta a quei poveri sfigati dell'Unarca, che predicevano, insieme invero a tanti altri, il fallimento del risarcimento diretto?

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