I risparmi degli italiani intaccati dalla crisi

Le famiglie e le imprese non si sono solo indebitate, ma hanno intaccato i risparmi per far fronte alla crisi. Diminuiscono infatti i depositi. A settembre 2009 il tasso di crescita era del 6,8 per cento, a giugno 2010, rispetto all'anno precedente, il trend si ferma al 2 per cento di aumento. E sul fronte credito le banche mantengono alto il livello di allerta, anche se negli ultimi mesi hanno allentato la morsa, soprattutto per le piccole attività con meno di venti addetti (+2,4%), mentre per le medio-grandi è ancora sceso: meno 4,1 per cento ad agosto 2010. La contrazione dei prestiti si fa sentire soprattutto nel manifatturiero: meno 10,2 per cento (-12,1% nel 2009). Sempre alte le sofferenze: la fetta di chi non riesce a rispettare gli impegni e a onorare le rate è a quota 1,7 per cento e peggiora ancora tra le aziende manifatturiere, dal 3,4 per cento al 3,7 per cento, ed edili, dal 3,1 per cento al 3,4 per cento. "Si tratta dei valori più elevati dal 2000 ad oggi", sottolinea Roberto Cullino della divisione analisi e ricerca di Torino della Banca d'Italia. E il direttore della sede all'ombra della Mole, Marcello Callari, aggiunge: "Si tratta di livelli alti - spiega - ma in altre Regioni e nel Sud Italia le cifre sono più elevate. La situazione è ancora gestibile e non si è superato il livello di allarme".

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11 novembre 2010 · Patrizio Oliva

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