I nemici delle liberalizzazioni sono i veri nemici dei cittadini consumatori

Bersani e la sua lenzuolata

Ve le ricordate le due famose "lenzuolate" di Bersani che avrebbero dovuto liberalizzare importanti settori strettamente collegati al portafoglio dei cittadini? Smantellate, tagliuzzate, svuotate. A dire il vero i primi colpi di piccone vennero inferti dai partiti della sinistra-comunista che, allora al governo, ridimensionarono e di molto l'entusiamo del ministro dello Sviluppo Economico. Taxi, farmaci, assicurazioni, telefonia, trasporto aereo, banche.

All'inizio sembrava una rivoluzione che ben presto si consumò in buona parte. I due "lenzuoli" si trasformarono in "federe" e molte norme subirono limature, aggiustamenti, allungamenti nel tempo anche perché in piazza scesero tassisti, farmacisti, gestori di telefonia, avvocati. Qualcosa però alla fine di quel giugno del 2006, riuscì a passare nel paese dei liberalizzatori ma "not in my garden".

Al punto che in molte città si sono aperte "parafarmacie" dove è possibile acquistare prodotti da banco a suo tempo liberalizzati, e molti agenti assicurativi non sono più monomandatari.

Per non parlare del trasporto pubblico e della guerra avviata a suo tempo dai tassisti che bloccarono per giorni il centro storico di Roma con il risultato che ora i noleggiatori, in vista di un provvedimento che li obbliga a lavorare nella provincia che ha emesso la licenza, pensano di fare altrettanto assediando Montecitorio e Fiumicino.

L'Italia delle corporazioni e dei "concessionari" ha però mille vite e altrettanti sponsor in Parlamento dove, tra un'impronta digitale e l'altra, in questi mesi sono spuntati interessanti emendamenti che, nel silenzio generale, contribuiscono ad intaccare la tasca del cittadino e a riproteggere settori già super tutelati. E' il caso, per esempio della proposta presentata dall'esordiente Nunzia Di Girolamo (Pdl) per la reintroduzione delle tariffe minime obbligatorie per gli avvocati abolite dalla prima lenzuolata. Così come gli emendamenti da gambero presentati dai senatori della maggioranza Cursi e Vetrella che puntano a rimuovere il divieto di clausole esclusive nei mandati assicurativi, e consentirebbero il recesso per le polizze danni solo una volta trascorsi cinque anni dalla stipula del contratto.

Pencola anche la liberalizzazione farmaceutica grazie ad un emendamento dei senatori Gasparri-Tommasini che punta a ripristinare il monopolio delle farmacie togliendo i laureati in farmacia dalle oltre tre mila "parafarmacie" aperte in tutta Italia. Azzerata la portabilità dei mutui, mentre fatica a prendere quota la rinegoziazione dei tassi che nell'attuale situazione economica rischia di avere poco senso. Senza contare che non si sente parlare più di "class-action" e di tutte quelle norme a tutela del consumatore e dei cittadini che rischiano di rimanere coinvolti in nuovi scandali finanziari.

di Marco Conti

25 febbraio 2009 · Patrizio Oliva

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